Intervista a Marco Rizzo: "Sinistra incapace di proporre alternativa al capitalismo"Tribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Intervista a Marco Rizzo: “Sinistra incapace di proporre alternativa al capitalismo”

Intervista a Marco Rizzo: “Sinistra incapace di proporre alternativa al capitalismo”

Abbiamo come Tribuno fatto alcune domande sulla situazione politica a Marco Rizzo, segretario del Partito Comunista recentemente candidatosi alle Comunali di Torino. Molti i punti toccati, dalle prospettive a breve e medio termine del suo partito fino al giudizio, inclemente, sulla sinistra italiana incapace di rappresentare a suo dire una reale alternativa al capitalismo e che starebbe lasciando a Le Pen e alla destra alcuni capisaldi della sua storia. 

Non le chiediamo perchè ancora comunisti perchè lo siamo anche noi. Le chiediamo invece perchè ha deciso di tornare nella scena politica fondando un nuovo partito comunista?

Quest’ultimo periodo, pieno di contraddizioni del sistema capitalistico in crisi, determina grossi sacrifici per la classe operaia e per larghissima parte del popolo. La peculiare capacita’ del capitale di nascondere le proprie responsabilità tramite il molok informativo,mediatico e culturale non consente di dispiegare la critica totale e la proposta di società socialista come unica reale uscita dalla crisi. A questo serve la costruzione di un vero Partito Comunista come strumento per rivoluzionare la società. Le basi ideali e teoriche per questa nostra intrapresa sono certamente adeguate (il marxismo-leninismo), quello su cui lavoriamo e’ il complesso nodo della militanza, del radicamento nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, della presenza nelle lotte e tra le nuove generazioni. Stiamo facendo passi importanti sebbene ancora inadeguati rispetto ai compiti enorme che abbiamo dinnanzi.
 Lei si è recentemente candidato alle comunali di Torino. Come mai non ha pensato di sostenere attraverso il suo partito la coalizione guidata da Airaudo?                             

 In questa fase i margini del riformismo sono definitivamente esauriti e la proposta di Sinistra Italiana non è’ per nulla alternativa a questo sistema, ne’ a questa societa’. Questa è’ una sinistra che non ha più nulla a che vedere con il cambiamento radicale, coi comunisti, con la rivoluzione. Incapace di proporre un’alternativa al capitalismo trionfante hanno ripiegato sui diritti civili (matrimoni gay, meticciato, migranti ecc) e hanno ripudiato ogni idea di portare al potere chi vive del proprio lavoro. Hanno lasciato Marx e Gramsci (per non parlare di Lenin e Stalin) alla fascista Le Pen, che ora li cita senza scrupoli. Noi non possiamo avere nulla a che fare politicamente con Fassina, viceministro economico di Letta o con Airaudo, tentato dalla lista civica con Chiamparino, prima di “approfittare” dello spazio politico apertosi col Referendum anti Marchionne alla Fiat cinque anni fa.

Quali gli obiettivi che vorrebbe raggiungere con queste elezioni?

Usare le elezioni per far conoscere al popolo di Torino (e di tutto il Paese) il nostro progetto politico. Riflettiamo: “usare le elezioni per costruire il Partito” e’ l’esatto contrario di quello che e’ stato fatto negli ultimi vent’anni da Prc e Pdci e cioe’ “costruire il Partito per andare alle elezioni”

 Ci può dire qualcosa circa i vostri obiettivi a breve, medio e lungo termine?

Con modestia oggi possiamo dire di avere: una teoria (quella m-l), un progetto politico ed organizzativo omogeneo e privo di derive correntiste, una stabile e crescente relazione internazionale (la Iniziativa dei Partiti Comunisti ed Operai Europei, con 29 Partiti Comunisti dell’Europa Continentale), una minima leadership (anche mediatica) ed un gruppo dirigente coeso in cui le giovani generazioni avranno sempre piu’ ruolo e protagonismo. In sostanza una situazione non paragonabile con nessuna altra organizzazione della cosiddetta sinistra radicale.


Una domanda sulla situazione internazionale: Non la spaventa l’avanzata del Front National in Francia e chi soffia sul fuoco della lotta tra civiltà?

Sono certo preoccupato da questa avanzata che si deve e si puo’ fermare solo ritornando alla centralita’ del conflitto capitale-lavoro e ritenendo aliena da noi la pseudo cultura dei “fighetti” radical chic.

Il Tribuno

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top