Intervista a Pippo Civati. Un PD che si rinnova dall’internoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Intervista a Pippo Civati. Un PD che si rinnova dall’interno

Intervista a Pippo Civati. Un PD che si rinnova dall’interno

Giuseppe Civati, deputato del Pd e candidato a segretario di partito come Letta e Renzi, lancia la proposta per un Pd più a sinistra. Un’ alternativa al Pd ma dentro il Pd. Al MACRO Testaccio di Roma, in occasione della serie di incontri organizzati dalla rivista Left per fare il punto sui nuovi sviluppi della sinistra italiana, Civati ha rilasciato un’intervista esclusiva a Oltremedia. Fonte: Oltremedianews

Animale politico in camicia bianca, ostinato nel suo progetto “Pd-senza-correnti”; dibatte di larghe intese con i vertici fino al venerdì, parla di problemi reali con la gente nel weekend. Informale, diretto e colloquiale, Pippo Civati  risponde ad alcune nostre domande dopo la tavola rotonda a cui hanno partecipato Paola Natalicchio (Sindaco di Molfetta), Giovanni Tizian (giornalista), Mirko Tutino (ass. Pianificazione, Ambiente, Cultura della Prov. Reggio Emilia) e Giulio Cavalli (attore e politico). 1) Tutte le tue proposte sono nel Pd, di cui critichi molte scelte e contraddizioni interne. La tua battaglia è cambiare il Pd da dentro per ridare agli elettori un partito di sinistra. Perché piuttosto non ti proponi come alternativa esterna al Pd? “Il problema è che tutto il patrimonio storico di quel centrosinistra andrebbe perso, a chi lo lasciamo? Io penso che dentro al Pd e immediatamente fuori ci siano molte persone che vogliono dare una svolta al partito. Ho valutato gli esperimenti al di fuori e sono stati tutti fallimentari. E’ più economico ed  intelligente provare a ricostruire un qualcosa che ha già una base. Sono consapevole che all’interno del Pd ci siano varie correnti in contraddizione fra loro e con la mia, come quella Renzi. Bisogna rapportarsi con questa situazione dicendo che deve finire in un tempo ragionevole. Ora facciamo cose utili come la legge elettorale ma poi niente più pasticci. Questa è la battaglia congressuale vera. Ci sono pensieri diversi che si confrontano all’interno del partito, non come tra i 5Stelle dove decide uno solo. Vi do questa informazione: le correnti del Pd non esistono, servono solo per mantenere un organigramma. L’unico soggetto politico che riesco a vedere è il mio Pd insieme a Sel, le primarie decideranno il resto. La sfida è così, chi la capisce mi seguirà”. 2) A proposito di Sel, ti hanno definito “cane da riporto” per il tuo progetto di voler riportare Sel nelle fila del Pd. Quale valore aggiunto pensi possa dare il partito di Vendola? “Il valore aggiunto è quello di creare un soggetto politico largo che però abbia una stessa scala di valori, un metodo di selezione degli argomenti che sia democratico. Partendo dalla parità che va contro la gerarchizzazione del partito voglio creare nuove idee, proposte per cambiare le cose: lo sviluppo sostenibile, la riduzione degli sprechi, una modifica delle modalità di investimenti”. 3) Nel tuo Manifesto, uno dei punti chiave propone l’autonomia territoriale. Cosa intendi nello specifico?   “Abbiamo un dibattito tutto nazionale che non prescinde dalle autonomie locali.  Queste ormai sono massacrate perché non vengono riconosciute le iniziative che partono dal basso come quelle esemplari del sindaco di Molfetta Paola Natalicchio e dell’amministratore emiliano Mirko Tutino presenti all’evento di questa sera. Ci sono due politiche: quella alta e quella di chi fa le buone cose. La concretezza delle buone cose territoriali non si riesce a trasferire nella politica nazionale ed internazionale. Le realtà territoriali che funzionano non andrebbero portate solo come trofei nelle occasioni di rito, bisognerebbe prendere a modello il loro agire. Proponiamo una rete orizzontale nella quale il dialogo tra piccola e grande realtà istituzionale sia biunivoco, uno scambio di competenze e di soluzioni politiche. Se anche all’interno del partito fosse così il Pd sarebbe davvero democratico”. 4) Questo è il tuo Pd, ma una priorità per l’Italia è uscire dal Berlusconismo. Dopo vent’anni d’informazione venduta, giustizia relativa, visione machista della donna e generale appiattimento intellettuale, Civati come pensa di uscirne?  “Per uscirne bisogna prima uscire dal Berlusconismo. Intendo dire ricominciare a far diventare popolari cose che non lo sono: utilizzare le buone pratiche del linguaggio non volgare, raccontare storie vere, fare un uso diverso dei media. Uscire dal Berlusconismo significa portare avanti le proprie battaglie con costanza e resistenza. Forse serviranno altri vent’anni per eliminare questi venti di Berlusconi, quindi il Pd deve cambiare da subito”. Veronica Pavoni, Veronica Di Benedetto Montaccini
Link Sponsorizzati:

Un commento

  1. Letta non è candidato alla segreteria del partito come invece detto all’inizio dell’articolo.
    Sono invece candidati (oltre a Renzi e Pippo Civati) Cuperlo e Pittella

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top