Intervista ad Antonio IngroiaTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Intervista ad Antonio Ingroia

Oltremedia, in occasione del dibattito organizzato dal settimanale “Left” dal titolo “Piccole intese, grandi conquiste” ha intervistato il dottor Antonio Ingroia, leader di Azione Civile

Fonte: Oltremedianews

 

Questo appuntamento sulle “piccole intese” cosa ci dice sulla possibilità  che oggi possano effettivamente mutare le dinamiche politiche in atto?

E’ difficile fare previsioni, quello che si può  dire chiaramente è che noi abbiamo bisogno di un’altra politica rispetto a quella che oggi governa, che è quella della sopravvivenza, della conservazione, di un ceto politico che tende a autoconservarsi e a voltare le spalle alla richiesta di cambiamento che viene dai cittadini. Allora siamo all’ultima spiaggia che rimane alla politica per cambiare il corso delle cose e credo che abbiamo tutti il dovere di partecipare a un processo che può essere davvero di cambiamento. Io credo che c’è un popolo di riferimento che crede alla possibilità di creare una nuova alleanza purchè non la si risolva in logiche politiciste ma partendo dalla base, dai territori e da una spinta che viene dai cittadini.

Tra pochi giorni il suo nuovo movimento politico ufficializzerà la sua proposta politica, alcuni giornali parlano  della possibilità della nascita di un fronte in difesa della Costituzione con Rodotà e Landini. Sono notizie fondate o  è solo chiacchiericcio giornalistico?

Chiaramente ci sono analisi e ricostruzioni giornalistiche che un po’ costruiscono delle previsioni. Non c’è niente che si sta costruendo dietro le quinte però non c’è dubbio che si sente sempre più forte questa esigenza. Azione civile nasce anche per questo, non per contribuire alla frammentazione ma esattamente al contrario per contribuire ad una nuova unione, per un fronte comune costituzionale e democratico che deve trovare soprattutto nella difesa della Costituzione e dell’equilibrio di poteri disegnato dalla Carta il suo baluardo da difendere dagli assalti di questi anni e di questi giorni. In questo senso le linee programmatiche del governo Letta-Alfano ci preoccupano molto, so che preoccupano molto tanti italiani e noi ci rivolgiamo proprio a loro.

Sulla notizia dell’abbandono della toga, qual’ è la sua risposta alle accuse di comportamenti ambigui che le sono state mosse in questi giorni?

Ovviamente io ho cercato di servire gli ideali di giustizia ai quali ho dedicato tutta la mia vita in tutte le vesti, con la toga esenza, per 25 anni da magistrato, prima anche da studente e poi in un’avventura politico elettorale che in questa prima fase non è stata premiata ma che è solo una prima tappa. Mi sono impegnato in questa nuova vicenda politica  perché credo che non ci siano le condizioni per contribuire a rendere attuale ed attiva la Costituzione in magistratura, per questo mi ero voluto impegnare in una competizione elettorale per entrare in Parlamento. Non ci sono riuscito, non ci sono stati i presupposti per rientrare perché il CSM mi ha in qualche modo estromesso e ora voglio impegnarmi in politica per cambiare le cose.

Francesco Valerio della Croce e Ileana Alessandra D’Arrissi 
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