Inversione di marcia dell'Europa e dell'ItaliaTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Inversione di marcia dell’Europa e dell’Italia

La politica dell’austerità non è risolutiva. Nasce un nuovo “Movimento” delle regioni.

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La crisi sembra non consumarsi e la politica di austerità non migliora la situazione, anzi, sembra peggiorare solo le condizioni economiche delle famiglie e aggravare le potenzialità delle imprese. I mercati sono sempre più in difficoltà e con la gente che ha ridotto le spese al minimo i negozi chiudono a velocità impressionante. La Francia ha già espresso l’intenzione di fare un’inversione di marcia e cambiare le strategie di ripresa partendo proprio dall’affievolire la pressione fiscale ai cittadini. Ieri, questa proposta c’è stata anche in Italia ed è partita dalle regioni. Con una conferenza stampa convocata nella sede della Regione Puglia, Nicola Vendola (Presidente della Regione Puglia, SEL), Nicola Zingaretti (Presidente della regione Lazio, PD), Luca Zaia (presidente della regione Veneta, Lega), Roberto Maroni (presidente della regione Lombardia, Lega) hanno creato un asse per chiedere l’allentamento del Patto di stabilità. “Così non sopravviviamo, vanno riviste le politiche di austerità che stanno portando alla dissoluzione l’intera Europa”. Vendola: “La disperazione della gente è figlia dell’austerity; Il Governo non può scodellare la minestra, non può trovare risorse che non ci sono. C’è difficoltà nel trovare i fondi per la Cig (fondi per i disoccupati) e per l’Imu, e sono scomparse le parole “esodati” e blocco dell’aumento dell’Iva”. Nasce, così, l’idea di creare un fronte di mobilitazione, un “Movimento istituzionale”, con l’intento, anche, di informare la gente e raccogliere la sua attenzione in questa iniziativa. Zingaretti propone, come soluzione, di allentare gli impegni del Patto di stabilità e ridurre le uscite per i confinanziamenti ai fondi UE. I due parlano anche a nome di Maroni e Zaia, non presenti alla conferenza, ma in pieno accordo con il progetto e ogni giorno cercheranno di allargare questa alleanza a quattro. Intanto Zingaretti si sofferma nell’analizzare i costi e dichiara: “Le politiche di rigore e i tagli lineari stanno uccidendo l’Italia, colpendo chi, nei livelli di governo locale, ha provato a realizzare buone pratiche di spesa pubblica. Il patrimonio che avevamo per la regione Lazio era bloccato dal patto di stabilità, e non riuscivamo a pagare le fatture.” Si sono ridotte le possibilità di spesa da 35,3 miliardi, del 2007, a 20,1 miliardi nel 2013, un taglio del 45%. Il Lazio, da 1.016 euro pro capite che aveva a disposizione nel 2007, è arrivato a 354 euro nel 2013. La Puglia, da 724 a 328. Il Veneto, da 532 a 322. La Lombardia, da 475 a 322.

Glenda Silvestri

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