"Io vi maledico". Concita De Gregorio descrive le maledizioni italianeTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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“Io vi maledico”. Concita De Gregorio descrive le maledizioni italiane

“Io vi maledico”, l’ultimo libro di Concita De Gregorio, è un racconto corale della rabbia di oggi in Italia. E’ l’urlo che è dentro di noi e che da negativo deve diventare propositiva. Nella presentazione in occasione di Caffeina Cultura letture, idee e maledizioni costruttive.

Fonte: Oltremedianews

E’ la serata d’apertura per il Festival culturale Caffeina a Viterbo. I primi riflettori sono per Concita De Gregorio. Concita come giornalista e firma della Repubblica; Concita come donna politica nell’accezione positiva del termine, cioè dedita alla società, ad approfondire la realtà; infine Concita come mamma.

Si parla del suo libro “Io vi maledico” e la giornalista si fa portavoce (incazzata) di chi non è ascoltato o non si sente rappresentato.

Io vi maledico non è un anatema, un insulto. Si tratta di un epitaffio che un operaio dell’Ilva di Taranto ha affisso sotto casa sua, maledicendo quel terribile equilibrio in cui è costretta a vivere Taranto tra la mancanza di lavoro e mancanza di salute. Più in generale è la voce arrabbiata dell’Italia di oggi e con quell’”io” anche la De Gregorio si sente parte del coro.Il sentimento che emerge dal libro e dalla vita di tutti noi è la rabbia. Rabbia quotidiana per non riconoscersi in una collettività, per non avere lavoro, ma prima di tutto per non essere considerati da chi ci rappresenta. Rabbia furente come passione però, sinonimo di riscatto e di energia.

“E’ un libro dedicato ai ragazzi perchè si arrabbino anche loro, non si accontentino mai” dice Concita “E che parla di ragazzi, giovani alle prese con la disoccupazione e con le difficoltà di ogni giorno. Giovani disillusi, sperduti e senza una strada”. Le parole sono dure nella lettera che Emanuela scrive a Marchionne dopo che il padre ha perso la sua dignità da uomo, insieme al lavoro. Le frasi sono taglienti per descrivere il suicidio dell’imprenditore che si è tolto la vita per l’usura bancaria. L’ironia è arrabbiata per descrivere una generazione di insegnanti depressi dalla poca riconoscenza e che trasmettono solo valori sbagliati agli alunni. Ma Concita riesce a non perdere la sua voce delicata anche per descrivere ildisastro culturale in cui siamo immersi. Non è una spettatrice, nei suoi racconti c’è anche lei, ci sono i suoi figli e la sua speranza nel futuro.

“Io vi maledico” è un augurio: che al posto del masochismo sociale da maltrattamento de “I soliti idioti” ricompaiano grandi film educativi; che i servizi pubblici sostituiscano le scuole private per qualsiasi attività culturale; che in dieci anni la rabbia serva a ricostruire il paese.

Dunque la rabbia come forza motrice di grandi cambiamenti. E se per adesso impazzano i movimenti di sola protesta, se la tentazione è quella di maledire l’intera classe politica, Concita De Gregorio propone di ripartire dal territorio. Da quelle piccole cose che ci fanno vivere bene, come un Festival culturale.

Veronica Di Benedetto Montaccini

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