Ior: il forziere Vaticano che diventa canale di riciclaggioTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Ior: il forziere Vaticano che diventa canale di riciclaggio

Trenta i mesi di indagini, 13 i conti di ‘corrispondenza’ , 24 i milioni di euro di denaro riciclato.

Fonte: Oltremedianews

Dopo quasi trenta mesi di indagini della Procura e del Nucleo valutario della Guardia di Finanza i nodi vengono al pettine. Il forziere vaticano è stato sede di una serie di operazioni di riciclaggio di denaro. Sono 13 le operazioni che, ad oggi, documentano una violazione delle norme antiriciclaggio per importi che sfiorano i 24 milioni di euro e che risalgono a tre anni fa, tra il 2010 e il 2011.

Nelle 25 pagine di notifiche in cui vengono dichiarate suddette operazioni si legge: “Lo Ior intratteneva diversi conti correnti con banche operanti in territorio italiano, considerati tutti, dal punto di vista formale, di “corrispondenza” (…) In realtà, la tipologia dei conti Ior, pur se qualificata di “corrispondenza”, ha coniugato, contemporaneamente, operatività tipiche dei conti correnti ordinari e dei conti di corrispondenza”.

Dovranno quindi rispondere a giudizio l’ex direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, e il suo ex vice, Massimo Tulli, ai quali sono stati notificati ieri gli avvisi di chiusura delle indagini preliminari. E’ stata invece deposta la richiesta di archiviazione della posizione di Ettore Gotti Tedeschi che viene quindi sottratto a giudizio e riabilitato nella sua figura di ‘riformista’.

Dalle 13 operazioni si rivelano chiaramente quali siano le modalità di riciclaggio di denaro: sono stati svelati infatti conti di ‘corrispondenza’ dove venivano deposti bonifici intestati al correntista Ior di turno che poteva essere uno sconosciuto prelato, un suo parente, un ente o lo stesso Istituto, per somme di cui sono ignote sia la provenienza che i reali beneficiari.

Dall’arresto di Nunzio Scarano, ex contabile Ior, alle dimissioni e poi chiamata a giudizio di Cipriani e Tulli: questi sono i primi scandali svelati a distanza di meno di quattro mesi dall’elezione del nuovo Papa argentino, che sembra avere molto a cuore la trasparenza degli affari economici della Chiesa.  E’ forse la prima volta che un Papa porta con così tanto coraggio e umiltà allo smascheramento di operazioni segrete tra le mura della ‘sua stessa casa’, della ‘sua stessa Banca’, dei ‘suoi stessi collaboratori’.

Ciò nonostante rimane ancora insufficiente la trasparenza dei conti: i pm sottolineano infatti le carenze di adeguate verifiche della clientela all’interno dello Ior ed il mancato o carente rispetto degli obblighi di verifica rafforzata da parte degli enti creditizi italiani che intrattengono rapporti con lo Ior. Si sono fatti dunque i primi passi verso una maggiore chiarezza e visibilità degli affari interni della Chiesa, certo è che le indagini siano ancora in fase di esordio.

 Federica Bani

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