Iran e Israele, si avvicina l'ora "X"Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Iran e Israele, si avvicina l’ora “X”

La situazione in Medio Oriente si fa sempre più incandescente dopo che il Primo Ministro Netanyahu ha affermato domenica in un’intervista alla CBS che l’Iran rappresenta il problema principale nella regione. Israele potrebbe attaccare Teheran da un momento all’altro a causa del suo programma nucleare.

E’ un pò che non si parla della crisi iraniana, vuoi per il pandemonio scatenatosi in Siria, vuoi per le Primavere arabe, la guerra annunciata all’Iran sembra quasi essere finita sullo sfondo. Non è così però e lo sa bene, molto bene, Benjamin Netanyahu, con Israele che continua a essere letteralmente ossessionato dall’eventualità che Teheran sviluppi il proprio programma nucleare. Inutile dire che Israele possiede armi nucleari, e che quindi avrebbe persino senso, da parte della Repubblica Islamica, ipotizzare di pareggiare la situazione, a Tel Aviv non vogliono permetterlo, e sono pronti a tutto per evitarlo. Domenica il premier israeliano ha concesso un’intervista alla CBS News, sostenendo che la minaccia iraniana rappresenta ancora il problema maggiore nella regione. Tutte le altre crisi che attraversano la regione, “sarebbero (infatti) sminuite da un regime messianico, apocalittico ed estremo in possesso della bomba atomica”. Recentemente in Iran è stato eletto il moderato Hassan Rowhani, ma questo non ha placato le paure israeliane, che anzi sono aumentate dal momento che secondo Netanyahu l’Iran sarebbe ormai prossimo alla cosiddetta “linea rossa” tracciata dal Primo Ministro durante l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite di settembre 2012. Una linea oltre la quale il programma nucleare avrà raggiunto un livello tale da essere ormai inarrestabile. E ciò secondo lo stesso Netanyahu, potrebbe accadere nell’arco di poche settimane.Tradotto questo significa che Israele potrebbe in modo del tutto arbitrario attaccare deliberatamente l’Iran. A Tel Aviv avvisano che l’Iran stia costruendo, secondo loro, missili balistici intercontinentali in grado di raggiungere gli Stati Uniti, e sarebbe già in grado di colpire il territorio israeliano. Inutile dire che gli Stati Uniti e Israele già dispongono di missili in grado di colpire l’Iran, non si capisce quindi in base a quale principio l’Iran non possa fare altrettanto. Israele però sa che senza l’appoggio diretto degli Stati Uniti sarà difficile vincere militarmente contro l’Iran, anche per questo sono state fatte immani pressioni su Obama per passare dopo le sanzioni anche alle vie di fatto. Del resto proprio Israele sta perdendo la sua guerra sotterranea contro la Siria, lo dimostra l’attacco missilistico lanciato contro la città di Latakia il 5 luglio, segno che Tel Aviv inizia a temere che alla fine Assad uscirà vincente dalla guerra civile foraggiata dall’Occidente contro Damasco. E quando Assad vincerà, ecco che Israele dovrà fare i conti con un Paese assetato di vendetta dopo che gli aerei israeliani hanno compiuto quattro diversi attacchi in territorio siriano. Come se non bastasse Israele teme anche Hezbollah e secondo il corrispondente del Financial Times a Gerusalemme, John Reed, Israele sarebbe pronto, entro fine anno, a una nuova divisione territoriale nella regione delle alture del Golan al confine con la Siria e il Libano, al fine di contrastare le minacce degli Hezbollah.

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