Iran. La vittoria di Rohani spiazza l'OccidenteTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Iran. La vittoria di Rohani spiazza l’Occidente

Hassan Rohani è il nuovo presidente dell’Iran dopo Mahmoud Ahmadinejad. Il candidato moderato ha sovvertito tutti i pronostici trionfando con il 50,71% dei voti contro il 16% di Baqer Qalibaf, sindaco di Teheran e secondo classificato. 

Photo Credit (AFP Photo)

Alla fine ha vinto il moderato Hassan Rohani, smentendo così tutti i pronostici che erano stati fatti, forse in modo troppo affrettato, sulle presidenziali in Iran. I media occidentali hanno presentato un Iran messo in ginocchio dall’embargo economico subito a causa del programma nucleare portato avanti da Teheran, analizzando il contesto della Repubblica Islamica in modo del tutto superficiale. I dati ufficiali del ministero dell’interno hanno parlato di una vittoria netta da parte di Rohani, forte del 50,71% dei voti contro il 16% del sindaco di Teheran, Mohammed Qalibaf. A Rohani sono andati più di 18 milioni di voti ed è una vittoria netta anche per l’affluenza alle urne: Mostafa Mohammad-Najjar in conferenza stampa ha detto che il 72% dei 50 milioni di potenziali elettori è andato a votare. Rohani è un chierico sciita, ex negoziatore per il programma nucleare iraniano, e ha battuto tutti i suoi rivali in modo netto e inaspettato. L’Occidente reagisce in modo positivo alla vittoria di Rohani, ritenendo che sia una vittoria della fazione opposta a quella dell’ala conservatrice di Mahmoud Ahmadinejad, ma la realtà è che anche Rohani appartiene all’ala conservatrice, al punto che in molti pensavano che la sua accettazione come candidato fosse una sorta di “foglia di fico” per mostrare al mondo la correttezza delle elezioni. Invece alla fine Rohani ha vinto, anche se questo non vorrà dire una svolta filo-Occidentale dell’Iran come troppo velocemente sbandierato dai media. Nella sua campagna elettorale il neopresidente ha parlato di allentare le tensioni con l’Occidente e di ridurre l’intromissione del governo nella vita privata dei cittadini. In molti sperano anche che Rohani sappia migliorare la situazione economica, con la valuta nazionale che ha perso il 70% del proprio valore proprio a causa dell’embargo economico. Il problema però è solo uno, la vittoria di Rohani non implica che i cittadini iraniani siano anche conseguentemente contrari al programma nucleare e favorevoli a un’apertura con gli Stati Uniti, come invece i media nostrani hanno cercato di far capire. In realtà l’Iran ha dato una lezione all’Occidente, una lezione di democrazia e vitalità, smentendo tutti i luoghi comuni preconfezionati dalla stampa e dalla propaganda occidentalista. Le elezioni in Iran sono state vere, fa strano quindi sentire lezioni di democrazia da parte di un Paese come gli Stati Uniti che nel 2000 furono capaci di convalidare le elezioni di G.Bush Jr. nonostante i brogli in Florida.

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