Iran. Rohani accusa gli Stati Uniti: "Nascita califfato è colpa loro"Tribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Iran. Rohani accusa gli Stati Uniti: “Nascita califfato è colpa loro”

Parole dure quelle del premier iraniano, Hassan Rohani, che parlando alle Nazioni Unite ha accusato implicitamente gli Stati Uniti e i suoi alleati occidentali di aver fomentato l’estremismo in Medio Oriente. Sul campo l’esercito siriano intanto conquista terreno e Francia e Gran Bretagna si apprestano a bombardare a loro volta l’Isis. 

Tutti parlano dello Stato Islamico, ma chi lo ha creato? E’ quello che si chiedono in tanti proprio mentre gli Stati Uniti chiamano alla crociata globale contro l’estremismo dell’Isis. Se lo chiede anche il premier iraniano Hassan Rohani, che parlando alle Nazioni Unite non ha avuto peli sulla lingua accusando indirettamente ma chiaramente Washington e sostenendo che la nascita dello Stato Islamico è stata opera di “talune agenzie di intelligence che hanno messo un pugnale nelle mani di pazzi” e di “taluni Stati” che hanno creato l’estremismo e adesso “non riescono ad affrontarlo“. In sostanza Rohani ha accusato l’Occidente di aver finanziato e supportato gli estremisti islamici contro Assad, fin quando costoro non hanno morso la stessa mano che li aveva nutriti. Rohani ha anche indicato una possibile soluzione, suggerendo di rivolgersi a forze che provengono dall’interno della regione e non a un intervento esterno, come invece stanno facendo gli Stati Uniti con la loro coalizione. Insomma l’accusa di Rohani è apparsa molto circostanziata ancor più che fino all’anno scorso qualcuno alla Casa Bianca fingeva di non vedere i massacri che venivano commessi dall’Isis e da Al Nusra ai danni della popolazione civile. Intanto dal fronte giunge voce che Parigi potrebbe bombardare a sua volta obiettivi dell’Isis in Siria, e viste le parole di Hollande contro Damasco, il timore è che sia un pretesto per colpire l’esercito siriano. Ai francesi starebbero per unirsi anche i britannici questo mentre in Siria l’esercito fedele a Bashar al-Assad ha riconquistato il pieno controllo di diversi paesi a nord di Damasco e sta martellando i jihadisti tra Homs, Aleppo e Idlib. Dall’Iraq però giungono voci di orrori senza fine commessi dall’Isis, come ad esempio l’assassinio dell’avvocatessa  Samira Saleh al Naimi che e’ stata prelevata con la forza la scorsa settimana dalla sua abitazione, giudicata da una corte islamica e giustiziata pubblicamente colpevole di aver denunciato su Facebook la distruzione di templi e luoghi di culto.

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