Iran. Rohani sottolinea che Teheran non produrrà armi nucleariTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Iran. Rohani sottolinea che Teheran non produrrà armi nucleari

Il nuovo presidente iraniano Hassan Rohani ha detto alla NBC News che in nessuna circostanza Teheran cercherà di costruire o procurarsi armi di distruzione di massa, comprese le armi nucleari. 

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Quando l’Occidente parla di rischio mortale per la sicurezza mondiale ogni qual vola si nomina l’Iran, vien da pensare se sia o meno in buonafede. Qualche mese fa infatti nella Repubblica Islamica si sono tenute le elezioni presidenziali vinte da Hassan Rohani, nuovo presidente moderato che in molti hanno additato come l’uomo giusto per traghettare Teheran verso una nuova stagione di rapporti internazionali. Negli ultimi mesi però è esplosa anche la questione Siria, con Assad che resta un fedele alleato della Repubblica Islamica nella regione, così i venti di guerra sono arrivati fino a Teheran. Anzi, molti analisti sono arrivati che sostenere che il minacciato intervento della Nato contro la Siria sia un modo per accerchiare in realtà il vero, obiettivo, l’Iran, Paese che i media internazionali ci presentano come bramoso di sviluppare armi nucleari per annientare Israele. Tel Aviv, che le testate nucleari le possiede per davvero, ha detto più volte di non essere disposta a tollerare lo sviluppo di un progetto nucleare da parte dell’Iran, peccato che nessuno sia mai riuscito a trovare uno straccio di prova che Teheran voglia sviluppare armi atomiche e non un programma nucleare ad uso civile.

Oggi il nuovo presidente Rohani ha ulteriormente sbugiardato i progetti occidentali, già molto avanzati dal momento che negli scorsi mesi/anni sono decine e decine i sabotaggi messi in atto da Israele e gli Stati Uniti per sabotare il progetto nucleare iraniano. Ci hanno provato con sabotaggi, esplosioni in laboratori, virus informatici e persino con l’assassinio di scienziati legati al progetto, ma Teheran non ha ceduto, forte della sua verità raccontata al mondo, ovvero che non vi è interesse nel munirsi di armi atomiche. Il nuovo presidente Rohani, fugando ogni dubbio, ha detto alla NBC News che l’Iran non intende in alcun modo, e in nessuna circostanza, procurarsi armi di distruzione di massa incluse quelle nucleari. Parole importanti e di pace che però i media mondiali hanno preferito non mettere in risalto in quanto scardinerebbero la visione da “Stato canaglia” offertaci dal mainstream. “Il problema non è dalla nostra parte“, ha ammonito Rohani, facendo capire che Teheran ha il completo controllo sul programma del governo. Rohani ha anche detto alla NBC di aver scambiato alcune lettere con Obama nelle quali hanno discusso di alcuni problemi dopo decenni di ostilità e silenzio tra le due nazioni. “Dal mio punto di vista, il tono della lettera era positivo e costruttivo”, ha detto Rohani, “Potrebbero essere passi importanti per un importante futuro. Credo che i leaders di tutti i paesi potrebbero pensare nel loro interesse nazionale e non dovrebbero subire l’influenza di gruppi di potere”. In più Rohani ha ordinato il rilascio di Nasrin Sotoudeh, avvocato dei diritti umani iraniano, e un gran numero di prigionieri politici alla vigilia della sua visita alle Nazioni Unite. Sotoudeh era in carcere da tre anni per scontare una sentenza per aver messo in crisi la sicurezza nazionale. Obama aveva nominato esplicitamente il suo caso nel corso di un messaggio annuale rivolto all’Iran nel 2011, sostenendo che fosse stata incarcerata per aver difeso i diritti umani. Anche diversi giornalisti sono stati liberati, nonostante in molti rimangano ancora in carcere sin dalle proteste anti-governative del 2009.

Anche riguardo alla Siria Rohani ha smentito la visione bellicista dell’Iran offerta dai media, e ha chiaramente affermato che Teheran vorrebbe una soluzione pacifica e l’eliminazione di tutte le armi di distruzione di massa dalla regione.  Rohani non ha esplicitamente fatto menzione al supporto che Damasco riceve dalla Repubblica Islamica, tuttavia ha definito come un segno di debolezza l’atteggiamento di Obama in Siria. “Noi consideriamo la guerra una debolezza”, ha detto, “Ogni governo o amministrazione che decide di fare una guerra, la consideriamo una debolezza. E ogni governo che decide per la pace, noi lo guardiamo con rispetto“, ha concluso.

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