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martedì , 23 maggio 2017
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Iran. Teheran e la morsa della crisi economica

Nell’ultimo anno la moneta iraniana, il Rial, si è svalutata  dell’80%. Ecco le reali proporzioni della guerra economica scatenata da Washington e Tel Aviv contro Teheran..

Abbiamo già scritto in passato che vi sono molti modi per dichiarare una guerra. Contro l’Iran tutto sembra pronto per l’attacco militare da parte di Israele, e si attende solamente l’ora X. Gli Stati Uniti almeno questa volta vorrebbero forse evitare un conflitto che si preannuncia incerto e dispendioso anche perchè la Repubblica Islamica dispone di un esercito numeroso e ben armato, e soprattutto sa ormai da anni di doversi difendere da un attacco imminente. Anche per questo Washington ha provato altri mezzi nel tentativo di convincere Teheran a rinunciare al programma nucleare senza ricorrere alle armi. La moneta iraniana si chiama il Rial, e dalla fine del 2011 ha perso qualcosa come l’80% del suo valore, il 28% solo nell’ultima settimana. Come mai questa svalutazione così veloce e netta? Semplice, le sanzioni occidentali contro il programma nucleare iraniano, e le crescenti preoccupazioni degli iraniani per la linea politica di Teheran che, a sua volta, incolpa gli speculatori per la situazione.In poco più di una settimana il rial ha perso un terzo del suo valore. Lunedì si scambiava a 32.250 per un dollaro, domenica a 29.720; il lunedì precedente a 24.600, secondo la pagina web di Mazanex. Lunedì sera il valore del rial non era disponibile sui siti internet di cambio valute, cosa che suggerisce, secondo gli analisti, che i dati sono stati occultati per le dimensioni della caduta. L’ultima svalutazione sembra essere provocata dalla decisione del governo di far pagare in dollari una tassa speciale agli importatori di alcuni prodotti di base. Almeno in teoria tale misura avrebbe dovuto impedire la caduta, ma ha avuto l’effetto contrario costringendo il ministro dell’Industria, tale Mehdi Qazanfari, ad assicurare che “i “servizi di sicurezza controllano le fonti delle distorsioni sul mercato dei cambi”. A causa delle sanzioni di Stati Uniti e Ue, l’Iran è stato escluso dal sistema bancario internazionale e le sanzioni colpiscono principalmente le esportazioni di petrolio, il settore chiave dell’economia iraniana. Nemmeno sette giorni fa alcuni analisti iraniani hanno inviato una lettera al presidente Ahmadinejand nella quale lo invitavano ad affrontare la situazione economica critica in quanto con il Rial svalutato le importazioni diventano ovviamente più costose e quindi i prezzi aumentano per la popolazione civile. Le ultime cifre ufficiali parlano di un’inflazione annuale intorno al 24%. Alcuni alimenti di base sono diventati proibitivi; in luglio, l’aumento del prezzo del pollo ha scatenato accese proteste nelle province. Intanto manco a dirlo, gli Stati Uniti si prendono il merito della svalutazione del rial. “Le sanzioni stanno ottenendo l’effetto desiderato. Colpiscono sempre più a fondo l’economia iraniana (…) La caduta in picchiata del rial è la prova di come le imprese si rifiutino di fare affari con le compagnie iraniane”, spiega la portavoce del Dipartimento di Stato, Victoria Nuland.

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