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martedì , 30 maggio 2017
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Iran. Teheran sotto attacco denuncia una nuova Cyberwar

I tecnici del CERT iraniano (Computer Emergency Response Team) hanno dichiarato che un malware di eccezionale pericolosità starebbe prendendo di mira il territorio persiano. Si tratterebbe dell’ennesima cyberwar lanciata contro Teheran per via del suo controverso programma nucleare. 

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I tecnici iraniani del CERT si dicono assolutamente certi che in Iran sarebbe in corso un nuovo, devastante, attacco informatico.  Non è la prima volta che questo accade, qualche mese fa il malware Stuxnet aveva infettato migliaia di computer in Iran, costringendo il governo a spendere ingenti risorse per farvi fronte. Oggi si sarebbe di fronte a un virus informatico del tutto nuovo, peraltro di estrema facilità progettuale ma di una spietata efficacia. Secondo i risultati delle analisi fin qui svolte, il programma del virus avrebbe l’obiettivo dichiarato di cancellare definitivamente file di ogni genere su differenti dischi agendo anche in tempi diversi. Insomma questo virus non si limiterà a cancellare cartelle e files di dati, c’è anche il rischio dello wiping, ovvero dell’esecuzione di una serie di operazioni di sovrascrittura del disco ripetuta decine di volte in modo da impedire qualsiasi tentativo di recupero dei files scomparsi. Come se non bastasse questo virus è completamente diverso anche dal punto di vista tecnico dai soliti malware, e il rischio fondato è che gli antivirus non siano in grado di trovarlo. Fatto ancora più inquietante questo malware sarebbe stato preparato e diffuso proprio nel territorio della Repubblica Islamica. Tempo fa alcuni attacchi basati su “data-wiping malware” erano stati portati in Arabia Saudita con il virus Shamoon, che aveva infettato oltre 30.000 postazioni di lavoro del colosso petrolifero Aramco. In quel caso i codici maligni non si limitarono a distruggere dati e archivi, ma andarono a infettare e a modificare il record di avvio di quei pc rendendoli inutilizzabili perché impossibilitati a eseguire la “ripartenza” all’atto della riaccensione. In realtà attacchi di questo tipo potrebbero essere portati anche in Europa, ma almeno fino a oggi allarmi di questo genere non sono ancora stati lanciati, forse perchè in Europa non esiste nessun CERT in grado di dare l’allarme per tempo.

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