Iraq. Ancora morte e terrore: 64 uccisi da autobombeTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Iraq. Ancora morte e terrore: 64 uccisi da autobombe

Nuova ondata di attentati in Iraq dove, in coincidenza della fine del Ramadan, sono state fatte deflagrare una decina di autobombe. Il bilancio è di 64 morti e oltre 200 feriti, e Baghdad ora dovrà difendersi da queste bande senza scrupoli che vogliono destabilizzare il governo sciita.

Da quando ormai dieci anni fa venne mostrata nel Parlamento americano quella maledetta boccetta di presunte armi chimiche che avrebbe estorto il “si” all’invasione militare dell’Iraq per via delle presunte armi di distruzione di massa, sono cambiate molte cose. Non esiste più l’Iraq di Saddam Hussein, oggi esiste un paese diviso, impaurito e insanguinato. Ieri sera una decina di autobomba sono esplose quasi nello stesso momento mentre la famiglie stavano festeggiando la fine del mese sacro ai musulmani. E non è la prima volta dal momento che negli ultimi anni notizie di autobombe si rincorrono da una parte all’altra dell’Iraq. Le bombe hanno colpito i quartieri a maggioranza sciita da nord a sud, da est a ovest. Ma anche la comunità sunnita è stata colpita dagli attacchi, un terrore globale che rischia di inghiottire il governo in un abisso senza ritorno. Nelle vie dello shopping, nei mercati affollati, in un parco giochi pieno di ragazzini festanti le deflagrazioni hanno fatto saltare in aria famiglie intere, uomini, donne, bambini. Un paio d’ore dopo, il bilancio provvisorio fornito da medici e poliziotti era di almeno 64 morti e oltre 200 feriti. Dall’inizio dell’anno i terroristi, quasi tutti legati ad Al Qaeda, hanno intensificato l’offensiva contro le autorità di Baghdad prendendo di mira le istituzioni e soprattutto le comunità sciite. Colpita anche la cittadina di Tuz Khurmato, a 170 chilometri a nord dalla capitale. Nella capitale irachena si è assistito a un vero inferno con bar e ristoranti travolti dalle esplosioni e feriti in strada che chiedevano aiuto, un autentico girone infernale che spaventa le autorità, ormai incapaci di imporre la sicurezza nel territorio. L’ultima ondata di attentati nella capitale risale solo a pochi giorni fa: il 6 agosto c’erano stati 50 morti e decine di feriti. E i conteggi delle vittime sono in continua ascesa: dicono le autorità che solo nel mese di Ramadan sono state ammazzate 800 persone, dopo che luglio aveva chiuso con oltre mille morti, il numero più alto da cinque anni a questa parte. Con lo Stato sempre più debole, le milizie jihadiste sembrano aumentare progressivamente di importanza, aumentando così lo scontento dei laici nei confronti di un Paese incapace di proteggerli.

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