Iraq. Avanza l'Isil e Al Maliki è sempre più isolatoTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Iraq. Avanza l’Isil e Al Maliki è sempre più isolato

L’Isil continua ad avanzare verso Baghdad e infuriano i combattimenti in diverse aree del Paese. Il premier Al-Maliki però ora è più solo dopo che l’ayatollah Al-Sistani gli ha tirato le orecchie nelle ultime ore. 

L’Isil non solo non si ferma ma avanza chilometro dopo chilometro verso Baghdad. E ora dopo i primi giorni di combattimenti il premier Al-Maliki si è trovato più isolato e debole dal momento che l’ayatollah Al-Sistani ha voluto rinforzare le critiche di Obama che invitava alla formazione di un governo di unità nazionale in grado di evitare “gli errori del passato“, con una allusione all’esclusione di alcuni gruppi etnici dalla gestione del potere. Intanto però gli scontri tra esercito regolare e jihadisti prosegue senza esclusione di colpi soprattutto nella regione della raffineria di Baiji. Con il passare dei giorni anche il problema dei rifugiati, con 1500 persone in fuga da Mosul e che ora sono ospitate nel campo di Khazal in condizioni umanitarie quasi drammatiche. Sarebbero già mezzo milione le persone che secondo l’Onu avrebbero lasciato la città a seguito dell’offensiva dei jihadisti del 9 giugno. Per questo in molti ora hanno paura che l’esercito iracheno non sia in grado di respingere l’avanzata dell’Isis, che utilizza le esecuzioni di massa come prassi. Non solo, c’è anche qualcuno che vorrebbe invece l’intervento immediato degli Stati Uniti, ma su questo la popolazione irachena è divisa dal momento che Isis e Stati Uniti vengono percepiti come due minacce per Baghdad. In molti si sono visti persino traditi dagli Usa che sostengono di non voler intervenire militarmente in Iraq dal momento che quando c’erano da attaccare i soldati iracheni gli Usa erano in prima fila, ora che si tratta di combattere con i jihadisti invece..Viceversa molti sono pronti a combattere sia contro gli americani che contro i jihadisti, è il caso ad esempio dei seguaci sciiti di Moqtada Al-Sadr, uno di quelli che ha combattuto nel 2003 proprio contro gli americani.

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