Iraq. Baghdad lancia la grande offensiva contro TikritTribuno del Popolo
martedì , 24 ottobre 2017
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Iraq. Baghdad lancia la grande offensiva contro Tikrit

La grande offensiva dell’esercito iracheno verso le zone controllate dallo Stato Islamico è cominciata da diverse ore in coordinamento con Teheran. Il primo obiettivo è la riconquista di Tikrit, la città dove nacque Saddam Hussein e che da giugno è finta nelle mani jihadiste. All’operazione parteciperanno oltre 30.000 uomini mentre da Ovest, in Siria, i jihadisti sembrano in difficoltà contro le forze di Assad. Lo Stato Islamico dunque, dopo mesi di avanzata incontrollata, sembra finalmente in difficoltà. 

Tikrit non è una città come le altre, si tratta della città natale di Saddam Hussein, un luogo simbolico che era finito nelle mani del Califfo Al-Baghdadi a giugno, quando i jihadisti dello Stato Islamico lanciarono la grande offensiva d’estate in Iraq.  A giugno l’esercito iracheno fuggì in modo precipitoso lasciandosi dietro arsenali pieni di armi che sono tutte finite nelle mani dei jihadisti del Califfo. Si trattava peraltro di armi moderne e di fabbricazione americana che erano state donate al governo di Baghdad negli anni passati e che oggi vengono utilizzate proprio dai miliziani dello Stato Islamico tra Iraq e Siria. Negli ultimi tempi però lo Stato Islamico ha subito diversi rovesci militari significativi a cominciare dalla sconfitta di Kobane, a nord della Siria, dove l’eroismo dei combattenti curdi ha impedito ai miliziani islamici di espandersi ulteriormente in direzione della Turchia. Ora però proprio Tikrit potrebbe diventare la città simbolo dell’arretramento dello Stato Islamico dal momento che il governo di Baghdad ha deciso di lanciare una grande offensiva militare volta a liberare la città dalle mani jihadiste. Tikrit è importante non solo simbolicamente ma anche e soprattutto strategicamente dal momento che potrebbe diventare una passerella per spingersi ancora a Nord e minacciare Mosul, la vera roccaforte in Iraq dell’Isis, nonchè seconda città per estensione dell’Iraq. Tikrit si trova in una provincia a maggioranza sunnita, quella di Salah ad Din, una regione dove la popolazione nutre anche alcune simpatie nei confronti dello Stato Islamico, e infatti il timore è quello che l’esercito iracheno, appoggiato dalle milizie sciite e da Hezbollah in Iraq, possa poi abbandonarsi a massacri e ritorsioni una volta riconquistata la regione. Anche per questo il governo centrale di Baghdad ha ordinato di “trattare bene” la regione e di limitare al minimo i danni collaterali contro zone residenziali.

Sono più di 30.000 gli uomini impegnati sul campo contro l’Isis e il governo di Baghdad avrebbe chiesto l’appoggio anche alle truppe iraniane che già prestano supporto a quelle di Bashar al-Assad in Siria. Si tratta della più grande offensiva mai lanciata contro lo Stato Islamico e avverrà con il supporto attivo dell’aviazione irachena che martellerà le posizioni jihadiste prima dell’avanzata via terra. Il primo ministro Haider al-Abadi ha annunciato la grande offensiva domenica:  “Il nostro obiettivo  è liberare la gente dall’oppressione e dal terrorismo dell’Isil. Dobbiamo proteggere i cittadini e le loro proprietà”. Come reagiranno gli abitanti di Tikrit una volta che l’esercito regolare lancerà l’offensiva per liberarla dall’Isis? La speranza del governo è che gli abitanti prendano le armi contro i terroristi, e proprio il primo ministro ha lanciato un ultimo appello all’Isis offrendo loro una “ultima opportunità di deporre le armi“. L’avanzata dell’esercito avverrà su tre diversi livelli e l’obiettivo è quello di chiudere Tikrit in una sacca impedendo così ai jihadisti dell’Isis di abbandonare in massa la città cercando la fuga verso Nord. Tutto questo mentre in Siria le truppe regolari di Assad hanno lanciato una grande offensiva nei territori meridionali colpendo duramente i jihadisti di Al-Nusra e ponendo le basi per una ulteriore offensiva sia verso il Golan, sia verso Nord. Unendo queste notizie con il ritiro delle truppe dell’Isis da Derna, in Libia, si può facilmente constatare come lo Stato Islamico stia subendo rovesci significativi. E se dovesse cadere Tikrit ecco che il rischio per l’isis di perdere anche Mosul diventerebbe reale, e a quel punto lo Stato Islamico difficilmente potrebbe resistere a lungo alla tenaglia da Ovest a Est degli eserciti siriano e iracheno.

Photo Credit http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fb/Iraqi_T-72_tanks_and_an_M113_APC_from_the_Iraqi_Army_9th_Mechanized_Division_pass_through_a_highway_checkpoint_in_Mushahada,_Iraq.jpg

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