Iraq. Baghdad lancia nuovo ultimatum alla TurchiaTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Iraq. Baghdad lancia nuovo ultimatum alla Turchia

Mentre il mondo festeggia il Nuovo Anno il governo di Baghdad ha fatto sapere alla Turchia di essere pronto a intraprendere azioni militari qualora Ankara continuasse a non ritirare le proprie truppe presenti in territorio iracheno. E la Nato? In quel caso si schiererebbe con la Turchia, anche se ha “de facto” invaso un paese sovrano come l’Iraq.

La Turchia si comporta sempre più come un fattore destabilizzante in Medio Oriente. Lo ha fatto nei confronti della Siria con ingerenze palesi negli affari interni del paese, ad esempio appoggiando a piene mani i ribelli anti-Assad, e lo ha fatto anche nei confronti della Russia con l’abbattimento del Su-24 russo al confine turco-siriano che ha guastato per sempre i rapporti tra Ankara e Mosca. Non solo, Erdogan sta martellando i curdi del Pkk e ha deciso di inviare un contingente in Iraq, nella zona di Mosul, senza minimamente concordare tale azione con il legittimo governo iracheno, il tutto nel vergognoso silenzio dei media e della Nato, che evidentemente ritengono Ankara un prezioso alleato e le danno “carta bianca” per infiammare l’intera regione.

Ma mentre sono tutti intenti a festeggiare il Nuovo Anno il governo iracheno ha deciso di mandare un messaggio molto netto ad Ankara, minacciando la Turchia di ritorsioni militari immediate qualora i turchi continueranno a mantenere le loro truppe in Iraq, come peraltro riportato anche dalla stampa tedesca (German Economic News). In sostanza secondo il quotidiano tedesco anche se il governo iracheno continua a cercare una soluzione diplomatica alla crisi il suo governo starebbe valutando anche di utilizzare la forza militare per rimuovere le forze turche dal territorio iracheno, fatto questo che potrebbe scatenare, ironia della sorte, la reazione delle Nato. In sostanza la Turchia, che ha de facto invaso l’Iraq, riceverebbe aiuto dalla Nato nel caso il legittimo governo iracheno decidesse di difendere i propri confini. Proprio qualche giorno fa il ministro degli Esteri iracheno, Ibrahim al-Jaafari, ha detto chiaramente che nonostante Baghdad vorrebbe utilizzare la diplomazia per risolvere il conflitto, non può nemmeno escludere l’uso della forza se il conflitto dovesse “venire imposto”: “Noi considereremo l’uso della forza militare per proteggere la nostra sovranità“, ha detto il ministro (Fonte Sputnik).

Ai primi di dicembre i turchi avevano inviato un battaglione di 25 carri armati e almeno 150 soldati nel Nord dell’Iraq senza aver in alcun modo ricevuto il permesso da Baghdad. Ankara aveva provato a giustificarsi dicendo di aver inviato aiuti alle milizie anti-Daesh, ma la sensazione è che sia stato un tentativo di Erdogan e soci di ingerire ulteriormente negli affari di un altro paese sovrano, impunemente peraltro. Il governo iracheno aveva in quel caso lanciato un primo ultimatum domandando ai turchi di ritirare le truppe entro 48 ore, ma i turchi non lo hanno ascoltato, sfidando Baghdad consapevoli di avere evidentemente l’appoggio della Nato. Dunque se l’Iraq, formale alleato dell’Occidente, utilizzasse le armi per difendere la propria sovranità, la Nato appoggerebbe la Turchia le cui truppe si trovano in Iraq senza permesso? 

@dC

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