Iraq. Baghdad scarica gli Usa?Tribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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Iraq. Baghdad scarica gli Usa?

Mentre secondo fonti del Ny Times ci sarebbero oltre 30.000 “foreign fighters” presenti tra Siria e Iraq sembra che il governo dell’Iraq abbia deciso di rompere con gli Usa e di coordinarsi con Russia, Iran e Siria contro lo Stato Islamico. Tutto questo proverebbe in modo plastico come la Casa Bianca non sia poi così interessata a sconfiggere il Califfo sul terreno…

Il New York Times ha ammesso candidamente che tra Siria e Iraq ci sarebbero oltre 30.000 “foreign fighters”, una cifra enorme che sarebbe raddoppiata in meno di 12 mesi con i reclutamenti che sarebbero in costante crescita, questo nonostante molti paesi come gli Usa, a parole, siano nemici dello Stato Islamico. Ma questo atteggiamento perlomeno ambiguo dell’Occidente nei confronti dell’Isis (chi continua a compare il petrolio al Califfo?) sta portando Baghdad sempre più lontano dall’Occidente e sempre più vicino a Mosca e Teheran. Secondo le ultime notizie il comando delle forze armate irachene ha dichiarato che sta collaborando contro l’Isis proprio con Damasco, Mosca e Teheran. Stranamente però il governo iracheno non ha nominato Washington, lasciando quindi intendere che l’Iraq non si aspetta alcuna mano tesa dagli Stati Uniti. Insomma, l’Iraq starebbe pensando a un asse russo-sciita per fermare l’Isis, questo perchè altri attori non sembrano fattivamente interessati a risolvere realmente il problema. Del resto il premier dell’Iraq è uno sciita, Haider al Abadi, e l’alleanza con l’Iran, culla dell’Islam sciita, diventa quasi scontato, ancor più che lo stesso Bashar al-Assad è uno sciita alauita. Non a caso la Russia oltre ad aiutare la Siria sta anche portando supporto all’Iraq, che sembra aver fatto la sua scelta decidendo di schierarsi con Mosca contro il Califfo visto che gli Usa non sono comunque andati oltre generiche promesse. Non a caso Abadi l’anno scorso una volta divenuto premier chiese immediato aiuto e supporto contro i jihadisti, e mentre i Mig russi sono arrivati subito, gli F-16 americani sono stati come minimo centellinati. Insomma una sconfitta diplomatica degli Stati Uniti che sembrano quasi aver perso la fiducia del governo iracheno. E un avvicinamento ulteriore di Iraq all’Iran rappresenterebbe anche una sconfitta sostanziale della politica estera americana degli ultimi anni, con una presenza americana in Medio Oriente che ne verrebbe pesantemente danneggiata.

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