Iraq. Damasco bombarda l'Isis, e alla Casa Bianca saltano i nerviTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Iraq. Damasco bombarda l’Isis, e alla Casa Bianca saltano i nervi

L’Isis ha cominciato la sua avanzata verso Baghdad accompagnata da una lunga striscia di sangue e morti. Washington a parole si è mostrata preoccupata, ma nella realtà sembra quasi che voglia speculare sulla crisi irachena per fare i propri interessi, magari facendo segretamente il tifo proprio per i jihadisti. 

Dunque riassumiamo: I jihadisti dell’Isis che combattono da un anno e mezzo in Siria contro Bashar al-Assad hanno lanciato un attacco in massa verso l’Iraq di Nuri al-Maliki. Gli Stati Uniti e l’Occidente vogliono farci credere che non sapevano assolutamente niente e che sono rimasti sorpresi, difficile da credere dal momento che questo vorrebbe dire sostanzialmente ammettere una totale incapacità da parte della Cia. Più facile credere che l’invasione dell’Iraq da parte dell’Isis faccia in qualche modo gli interessi americani. Al-Maliki infatti è sciita, proprio come l’Iran, e ha appoggiato Damasco nella guerra civile scatenata dall’Occidente contro Assad. Ecco che quindi l’invasione da parte dell’Isis farebbe gli interessi Usa, e infatti Kerry come un condor è subito planato a Baghdad ricattando Al-Maliki e chiedendogli un nuovo governo. Inutile dire che Al-Maliki, forte dell’appoggio di Siria e Iran, ha rifiutato, ben sapendo che anche Mosca sarebbe molto interessata ad aiutarlo a contenere l’invasione jihadista. Ma a rendere ancora più chiare le mire americane nell’area ci ha pensato John Kerry che ha aspramente criticato i bombardamenti dei jet siriani contro le postazioni dell’Isis in Iraq. Ma come, quelli dell’Isis non sono dei tagliagole jihadisti? Come mai Kerry, come riportato anche dal Washington Post, ha pensato bene di criticare l’intervento di Damasco in Iraq? Ricordiamo che Kerry era lo stesso che voleva bombardare Damasco a seguito del finto attacco chimico attribuito ad Assad e in realtà realizzato dagli stessi jihadisti pagati e protetti da Arabia Saudita, Usa e Turchia. Intanto però i jihadisti dell’Isis continuano a uccidere centinaia di civili, ma gli Stati Uniti fanno sapere di non voler intervenire. E dire che per rimuovere Saddam e le sue inesistenti armi di distruzione di massa hanno invaso l’Iraq, oggi che si tratterebbe realmente di salvare i civili dalla furia jihadista nicchiano, e se la prendono persino con chi aiuta Baghdad. E’ quello che ha fatto Damasco che nelle scorse ore ha bombardato le posizioni dell’Isis in territorio iracheno. Kerry ha anche avuto il coraggio di dire che interventi stranieri esacerberebbero il conflitto in Iraq, ma nei fatti se non fosse per l’aiuto concesso da Siria e Iran, probabilmente Baghdad rischierebbe seriamente di cadere sotto i colpi degli jihadisti. Teheran del resto ha inviato droni e truppe speciali in Iraq, confermando quindi l’asse Baghdad-Damasco-Teheran che l’Occidente e i paesi del Golfo vorrebbero invece spazzare via per fare affari d’oro. I paesi sciiti infatti hanno il “vizio” di tenere alla propria sovranità, un vizio imperdonabile per gli Stati Uniti che hanno bisogno di fare affari dove e come vogliono. Del resto migliaia di miliziani sciiti iracheni hanno combattuto in Siria contro i sunniti jihadisti, e oggi Damasco vuole semplicemente fare altrettanto ora che ha quasi vinto la guerra civile. Sarà un caso che proprio Al-Maliki nei mesi scorsi aveva parlato di stringere legami con la Russia acquistando velivoli e mezzi militari? Ovviamente resta una nostra analisi geopolitica e una nostra ipotesi, ma vuoi vedere che gli Usa hanno voluto mettere Al-Maliki con le spalle al muro per provare a riallineare l’Iraq?  e Soprattutto, arriverà mai qualcuno che chiederà a Obama come mai gli americani  fanno affari con i terroristi islamici?

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/americanprogressaction/3488968132/”>Center for American Progress Action Fund</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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