Iraq. Divampa la battaglia per riprendere TikritTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Iraq. Divampa la battaglia per riprendere Tikrit

Iraq. Divampa la battaglia per riprendere Tikrit

Entra nel vivo la battaglia per il controllo di Tikrit, la città natale di Saddam Hussein caduta nelle mani dello Stato Islamico e che ora le forze di Baghdad starebbero strappando ai jihadisti.  Nella zona sono in corso violenti combattimenti e Theran starebbe appoggiando la riconquista da parte dell’esercito iracheno.

Si continua a combattere a Tikrit, città strategica e dal forte significato simbolico per aver donato i natali a Saddam Hussein. Tikrit era finita nelle mani dello Stato Islamico da quest’estate ma negli ultimi giorni Baghdad ha deciso di lanciare una operazione su larga scala per riprendere la città in vista di una più ampia operazione di terra che dovrebbe, nelle prossime settimane, mirare a riprendere Mosul. A Tikrit sarebbero in corso pesanti combattimenti per riconquistare la città sunnita, a riferirlo fonti della sicurezza dell’emittente tv Al Jazeera. Alle operazioni militari partecipano anche le milizie sciite, Hezbollah in Iraq e milizie coordinate con Teheran, oltre ovviamente altre milizie popolari e locali ostili al Daesh. Nelle scorse ore l’esercito ha riconquistato il villaggio di Dour al termine di aspri combattimenti, ma si combatte anche a Karma, nella provincia di Anbar. In queste zone i miliziani dello Stato Islamico starebbero opponendo una strenua resistenza forse perchè consapevoli che una volta liberata la zona di Tikrit sarebbe solo una questione di tempo prima dell’assedio di Mosul. Forse anche per questo l’Isis ha preso a distruggere siti archeologici, forse per spaventare e dissuadere l’esercito iracheno dal continuare l’offensiva. Secondo il quotidiano britannico “The Guardian” inoltre, la liberazione di Tikrit rappresenterebbe una vera e propria “vittoria strategica” per l’Iran: “Gli Stati Uniti e il Regno Unito, mancano di una politica coerente e globale verso l’ Iran e l’Iraq, ed ora sono ridotti a semplici spettatori, incrociamo le dita e speriamo per il meglio“. Insomma chi sta combattendo l’Isis sul campo non sono certo l’Occidente e i suoi alleati bensì l’esercito iracheno coadivuato da quello iraniano. Non solo, secondo il Guardian solo l’aiuto dell’Iran avrebbe impedito la caduta di Baghdad a settembre, quando il Daesh non sembrava trovare ostacoli nella sua avanzata. Peccato che Teheran sia anche alleata di Damasco, nemica acerrima di Washington, di conseguenza gli Stati Uniti continuano con la strategia folle in Siria di voler combattere l’Isis senza allearsi con chi lo combatte, ovvero l’esercito siriano. In ogni caso con la caduta di Tikrit la sorte dello Stato Islamico almeno dal punto di vista militare sarebbe quasi segnata, permettendo all’esercito iracheno e iraniano di assediare Mosul e quindi di liberare potenzialmente l’Iraq.

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