Iraq. Infuria la battaglia di TikritTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Iraq. Infuria la battaglia di Tikrit

Mentre l’Isis avanza verso Baghdad e sarebbero a meno di un’ora dalla capitale, l’esercito iracheno ha lanciato una controffensiva a Tikrit, la città che diede i natali a Saddam Hussein, oggi finita in mano ai jihadisti. 

Si allarga il conflitto in Medio Oriente al punto che in molti iniziano a parlare di un conflitto che potrebbe anche diventare regionale e globale. I miliziani dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis o Isil), inspiegabilmente lasciati prosperare dall’Occidente nei mesi scorsi, continuano la loro avanzata verso Baghdad e si sono attestati a Mansuriya, nella regione orientale di Diyala nel nord-est del Paese. Si troverebbero ora a meno di un’ora da Baghdad e hanno lasciato dietro di sè una lunga scia di cadaveri. Dopo un iniziale sbandamento l’esercito iracheno, rinforzato da paramilitari sciiti e dagli aiuti di Iran e Russia, ha lanciato una grande controffensiva di terra sulla direttrice di Tikrit, capoluogo della provincia settentrionale di Salaheddine caduto lo scorso 11 giugno nelle mani degli estremisti sunniti e città che diede i natali a Saddam. Qui le forze regolari hanno fatto irruzione con elicotteri e mezzi di terra nel campus universitario, costituendo un avamposto per attaccare il centro cittadino. Sono seguiti pesanti combattimenti casa per casa con decine di morti e feriti che hanno indotto migliaia di persone ad abbandonare la città per fuggire. Civili in fuga anche a Mosul nella provincia di Ninive dove, secondo l’Agenzia Onu per i Rifugiati sarebbero scappate oltre 10.000 persone, quasi tutte cristiane, per cercare la salvezza nel Kurdistan iracheno, a Erbil, dove i miliziani curdi difendono la popolazione dai jihadisti, che sparano con i mortai sulle abitazioni e hanno già giustiziato centinaia di innocenti. Solo a Tikrit è giunta la notizia, non confermata, che tra l’11 e il 14 giugno i miliziani dell’Isis avrebbero ucciso più di 150 prigionieri. L’Isis ha anche attaccato alcune postazioni di frontiera iraniane inducendo Teheran a inviare nuovi consiglieri militari a Baghdad sotto la guida di Qassim Suleimani, capo delle milizie Quds, unità di élite delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Mosca ha deciso a sua volta di venire in contro a Baghdad e ha alimentato il sostegno all’asse Teheran-Baghdad-Damasco inviando al governo iracheno diversi aerei Sukhoi che arriveranno nei prossimi due giorni. 

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