Iraq. Isis mette in fuga 100.000 cristianiTribuno del Popolo
martedì , 17 ottobre 2017
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Iraq. Isis mette in fuga 100.000 cristiani

Paura in Iraq dove almeno centomila cristiani sono in fuga dalle loro case dopo una nuova avanzata dei jihadisti dell’Isis. Si temono massacri mentre, inspiegabilmente, l’Occidente che voleva bombardare Assad non fa assolutamente nulla contro i jihadisti.

Quanto sta succedendo in Iraq ha del grottesco. Gli Stati Uniti, che hanno convinto il mondo di finanziare una guerra contro il terrore dopo le Torri Gemelle, oggi non fanno nulla per prendere le armi contro l’Isis, un movimento di estremisti islamici che invadono paesi sovrani massacrandone la popolazione civile e seminando il terrore. Gli Usa preferiscono demonizzare la Russia, questo mentre Turchia, Arabia Saudita e lo stesso Israele hanno appoggiato per anni la guerra civile contro la Siria rivolgendosi a bande di estremisti islamici senza scrupoli. In Iraq l’Isis, la nuova creazione dell’estremismo islamico, ha lanciato un vero e proprio assalto contro il Paese conquistando città importanti come Mosul e realizzando veri e propri eccidi di massa. Così gli stessi americani pronti a bombardare Damasco per un attacco chimico mai realizzato da parte di Assad, oggi non prendono nemmeno in considerazione di intervenire per salvare l’Iraq dalla furia del jihadismo. Così Baghdad e Damasco rimangono da sole a combattere contro il terrorismo assieme ai curdi, ma l’Isis nelle scorse ore ha realizzato una nuova avanzata mettendo in fuga oltre centomila cristiani che ora temono per la loro vita. Secondo diverse testimonianze i militanti dell’Isis avrebbero bruciato antichi manoscritti e distrutto delle chiese a Kirkuk. I cristiani sarebbero stati fuggire a piedi per raggiungere il Kurdistan mentre gli estremisti islamici sono dilagati nella zona di Ninive conquistando anche Tal Kayf, Bartella e Karamlesh. I Peshmerga hanno comunque inflitto pesanti perdite all’Isis presso la diga di Mosul, dove avrebbero arrestato anche uno dei piu’ importanti responsabili militari dello Stato islamico, un cittadino giorgiano. Si tratta di Turkhan Patervishelli, conosciuto come Abu Omar il Ceceno, un ex militare dell’esercito georgiano che nel 2008 aveva combattuto contro la Russia per poi riparare in Siria, dove aveva guidato il battaglione ceceno del fronte Al Nusra, ovvero la branca siriana di Al Qaeda. Gravano comunque molte ombre anche sulla Turchia di Erdogan dal momento che secondo il settimanale tedesco Die Welt almeno il 10% dei miliziani dell’Isis sarebbero turchi. Al momento l’Isis conterebbe su circa 15.000 miliziani armati, ma in Siria l’organizzazione avrebbe subito diverse perdite negli ultimi giorni per colpa dell’esercito siriano. Come se non bastasse proprio i terroristi dell’Isis sono stati accusati di aver fucilato centinaia di uomini e venduto come schiavi donne e bambini di almeno cento famiglie.

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