Iraq. La Cia utilizzò un rapporto falso per autorizzare l'invasioneTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Iraq. La Cia utilizzò un rapporto falso per autorizzare l’invasione

Nulla che non si sapesse già ma ora è arrivata anche la conferma ufficiale dal momento che il documento nel quale Cia riassumeva le presunte conoscenze dell’Iraq nell’ambito dei programmi di armi chimiche, biologiche e nucleari nell’ottobre del 2002 è stato finalmente reso accessibile al pubblico e caricato su Vice News. E si conferma quanto l’invasione dell’Iraq sia stata decisa sulla base di forzature e vere e proprie falsità.

Ormai da anni tutti sanno perfettamente che il pretesto scelto dall’amministrazione Bush per invadere l’Iraq non aveva alcun ancoraggio con la realtà. Si parlava di armi di sterminio di massa ma dopo anni di invasione, decine di migliaia di morti e quant’altro nessuno ha trovato anche solo una prova che confermasse la presenza in Iraq di armi di distruzione di massa. Di conseguenza si poteva tranquillamente parlare di capitolo chiuso non fosse che recentemente Obama ha concesso una intervista a VICE News nella quale ha ammesso candidamente che lo Stato Islamico è stato il risultato dell’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti. Non solo, proprio in questi giorni è stato reso accessibile al pubblico il famoso documento della Cia che nel 2002 convince l’amministrazione Bush a decidere l’invasione dell’Iraq sulla base del fatto che Saddam stesse munendosi di armi chimiche.  Pubblicato nell’ottobre del 2002 ora finalmente tale documento è diventato di dominio pubblico ed è stato pubblicato anch’esso su VICE News dopo che nel 2004 la Cia aveva precedentemente diffuso una versione della NIE, National Intelligence Estimate. Bush sulla base di quel rapporto affermò con assoluta certezza che l’Iraq stesse producendo agenti chimici e biologici e stesse anche cercando di comprare componenti per le armi atomiche. Non solo, l’amministrazione americana suggerì anche che Baghdad stesse collaborando attivamente con Al-Qaeda, questo nonostante il rapporto della Cia evidenziasse che ogni informazione circa queste accuse si basava in realtà su fonti di incerta attendibilità e che, ammesso che questa relazione esistesse, non esisteva comunque alcuna prova che Saddam lo sapesse. Il documento della NIE avrebbe anche evidenziato come quasi tutte le accuse fatte di collegamenti tra Iraq e Al Qaeda sarebbero state elaborate sulla base di informazioni estorte dagli interrogatori di presunti terroristi, e spesso anche con l’uso della tortura. Peraltro la fonte originaria sarebbe unica, si tratterebbe di Ibn al-Shaykh al-Libi , comandante di un campo di addestramento in Afghanistan, uomo che avrebbe poi persino ritrattato le proprie dichiarazioni nel febbraio del 2003 dicendo di aver solo detto quello che i torturatori volevano sentire da lui. Insomma i documenti resi pubblici confermano quanto in realtà si sapeva da tempo, ovvero che gli Stati Uniti hanno volutamente organizzato l’invasione dell’Iraq costruendo un “casus belli”. E in effetti, alla luce di quanto successo e del collasso dello Stato iracheno basta collegare l’invasione ordinata da Bush con la situazione attuale per comprendere una delle possibili chiavi di lettura del quadro generale.

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