Iraq. La marcia di Al Qaeda su BaghdadTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Iraq. La marcia di Al Qaeda su Baghdad

Continua l’avanzata dei jihadisti dell’Isis in Iraq. Colonne armate di miliziani sarebbero state segnalate a meno di cento chilometri da Baghdad, e ora l’Iraq ha davvero paura.

Tutto cominciò ormai circa dieci anni fa quando gli Stati Uniti attaccarono l’Iraq di Saddam Hussein sulla base di accuse false del possesso di armi di distruzione di massa, armi che non sono mai state ritrovate. Da allora sono cominciati lunghi anni di violenza e guerra civile che hanno insanguinato il Paese provocando decine di migliaia di morti anche e soprattutto nella popolazione civile. Ora che l’Iraq con il primo ministro sciita Nouri al-Maliki stava cominciando a svoltare, ecco l’accendersi della crisi in Siria la conseguente destabilizzazione proprio dell’Iraq, con i militanti jihadisti dell’Isis che hanno cominciato a operare pericolosamente in territorio iracheno non più in modo sporadico ma alzando il tiro e mirando anche al controllo del territorio. Si tratta degli stessi jihadisti che si sono recati in Siria nei mesi scorsi per combattere contro Damasco e che ora stanno ricominciando a tornare in Iraq, dove i jihadisti sono riusciti a conquistare una intera regione. Non solo, ora sarebbero anche all’offensiva, come testimoniato dal fatto che i miliziani dell’Isis ora avrebbero conquistato la località di  Dhoulouiya, a 90 chilometri dalla capitale. L’obiettivo dichiarato dell’organizzazione islamica affiliata ad Al Qaeda è quella di creare una nuova nazione di matrice islamica che includa al suo interno anche Baghdad. Finora combattimenti ce ne sono stati pochi dal momento che l’esercito ha preferito arretrare. Si è combattuto solo a Samarra dove le forze governative hanno respinto l’assalto dei jihadisti, ma ormai colonne dell’Isil sarebbero all’avanzata nei dintorni di Baghdad. Il Parlamento si è riunito, su richiesta del primo ministro Nouri al-Maliki, per decretare lo stato di emergenza. Il timore è che essendo il governo iracheno filo sciita, e quindi filo iraniano e filo siriano, faccia comodo in primis agli Stati Uniti che i jihadisti aprano un nuovo fronte nel cuore dell’Iraq.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

.

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top