Iraq. L'inspiegabile stallo di TikritTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Iraq. L’inspiegabile stallo di Tikrit

Solo pochi giorni fa oltre 30.000 tra milizie sciite e soldati iracheni si erano lanciati alla riconquista di Tikrit. Oggi però questa offensiva dopo iniziali successi sembra essersi arrestata, e non per via della resistenza dello Stato Islamico. Una sosta tattica oppure c’è dell’altro?  

A sentire i dispacci dell’esercito iracheno o delle milizie sciite impegnate nella controffensiva governativa contro lo Stato Islamico si sarebbe pensato che nel giro di pochi giorni l’intera città di Tikrit, che diede i natali a Saddam Hussein, sarebbe stata liberata. E invece nelle ultime ore è arrivato uno stallo inspiegabile che rischia di congelare la situazione in Iraq, permettendo peraltro allo Stato Islamico di riorganizzarsi. Inspiegabilmente infatti le forze armate irachene hanno deciso di rinviare l’assalto finale per liberare tutta la città di Tikrit ai miliziani jihadisti, e questa decisione ha cominciato a far nascere dei dubbi sui mezzi di informazione iracheni soprattutto perchè in concomitanza con il successo iniziale dell’offensiva gli Stati Uniti avevano esternato la propria irritazione, suggerendo a Baghdad di attendere il coordinamento con la Coalizione. Sicuramente dietro l’irritazione della Casa Bianca si nasconde il ruolo giocato dall’Iran che ha partecipato attivamente con uomini e mezzi nella formazione delle milizie sciite che rappresentano il 90% delle forze inviate contro il Califfato. Ora invece è proprio il primo ministro iracheno, Haider al Abadi, a parlare di un cambiamento di strategia per salvaguardare le vite dei combattenti e dei civili. Ma i media iracheni suggeriscono anche che il governo iracheno abbia deciso di rimandare la battaglia finale per indebolire ulteriormente lo Stato Islamico dato che diverse fonti suggeriscono come soprattutto in Iraq siano sempre di più i jihadisti che si consegnano ai soldati iracheni chiedendo perdono sperando così di aver salva la vita. In molti infatti hanno aderito allo Stato Islamico sedotti dalle promesse di guerra vittoriosa e di ricchezza e non erano di certo preparati a resistere a una guerra su larga scala e ai bombardamenti che, peraltro, non risultano affatto decisivi per fermare l’Isis. La sensazione è che qualcuno abbia fatto pressioni sullo stato maggiore iracheno per fermare l’avanzata, forse perchè i gruppi sunniti ancora fedeli a Baghdad vorrebbero essere impiegati nell’offensiva o forse, e questo sembra più probabile, perchè se Tikrit venisse liberata adesso questo significherebbe premiare l’Iran e di conseguenza consegnerebbe Baghdad nella sfera di influenza della Repubblica Islamica. Insomma la lotta ad Al Baghdadi sembra essere solo una parte del problema generale della lotta tra sciiti e sunniti, una lotta all’interno della quale diverse forze entrano a gamba tesa cercando di influenzare la situazione per il proprio tornaconto.

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