Iraq. L'ombra di Al Qaeda su Falluja segna il fallimento della Casa BiancaTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Iraq. L’ombra di Al Qaeda su Falluja segna il fallimento della Casa Bianca

Al Qaeda ha riconquistato Falluja. Forse non la terrà a lungo ma la riconquista della città irachena che era stata presa dagli Usa nel 2006 segna metaforicamente il fallimento della politica Usa in Iraq.

Al Qaeda ha riconquistato la città di Falluja, una città simbolo la stessa città dove nel 2006 i marines americani dovettero combattere casa per casa, allora per allontanare i miliziani islamici e per far sventolare la bandiera a stelle e strisce. Ora, otto anni dopo, Falluja è tornata sotto controllo di Al Qaeda, un cerchio che si chiude con le bandiere nere dell’estremismo che tornano a sventolare sui palazzi della città. Una dimostrazione plastica ed evidente del fallimento totale della politica americana, anche se a essere precisi non sono proprio le bandiere di Al Qaeda bensì quelle dell’Isis, lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Falluja è caduta dopo una lunga e sanguinosa battaglia con le forze di sicurezza di Baghdad, appoggiate dai clan tribuali sunniti, e alla fine la vittoria degli estremisti islamici ha segnato il fallimento dello sciita Nuri al Maliki, il presidente del nuovo Iraq. Proprio Maliki, qualche giorno fa, aveva ordinato un blitz dell’esercito in quel di Ramadi, capoluogo dell’Anbar a maggioranza sunnita, ma questa decisione ha portato all’esplosione della rivolta, con le forze dell’Isis che sono entrate a Ramadi e Falluja e l’esercito che è stato costretto a ripiegare lasciando solo ai clan tribali la difesa della zona. Alla fine il bilancio parla di centinaia di morti, tra cui secondo il Washington Post anche Abu Bakr al-Baghdadi, uno dei capi dell’Isis. E ora il rischio serio è che tutta la zona di Falluja e dell’Anbar diventi una enclave ribelle, proprio a cavallo tra Siria e Giordania. Maliki finora non ha commentato, e si sta affidando agli attacchi aerei e delle tribù per tentare di riprendere la zona. L’Isis intanto allunga le sue mani su un territorio che va dalla Giordania fino all’Iraq, con i miliziani in prima fila contro Assad in Siria e contro Maliki in Iraq. L’obiettivo di questi gruppi, che a grandi linee qualcuno chiama la nuova Al Qaeda, sarebbe quello di distruggere gli stati figli della Prima Guerra Mondiale creando un unico Stato islamico sunnita da crearsi facendo leva sul conflitto con gli sciiti.

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