Iraq. Nasce brigata sunnita contro l'IsisTribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Iraq. Nasce brigata sunnita contro l’Isis

Con una mossa a sorpresa Baghdad ha riconosciuto una milizia sunnita che prenderà parte alla mobilitazione generale contro lo Stato Islamico. Si tratta di una mossa utile anche dal punto di vista della propaganda in quanto incrina l’idea che quello interno al mondo arabo sia solo un conflitto tra sciiti e sunniti

La guerra allo Stato Islamico è anche, inevitabilmente, una guerra tutta interna al mondo arabo, che è sconvolto ormai da quattro anni da una tremenda guerra civile che divide sciiti e sunniti e che ha già causato diverse decine di migliaia di morti. Si tratta di una guerra confessionale ma non solo, con le grandi potenze che hanno tutto l’interesse per motivi economici e geopolitici a gettare benzina sul fuoco schierandosi con una delle due fazioni in lotta. Ma sarebbe riduttivo limitare la definizione di quanto sta accadendo nel mondo arabo solo come una guerra confessionale tra sciiti e sunniti dal momento che le linee di faglia del conflitto sono complesse, e gli interessi in gioco mutevoli. Il Califfato, anche detto Daesh, è ormai ben radicato in Iraq, dove ha fatto di Mosul il proprio quartier generale. Il mese scorso l’esercito iracheno con una mossa in grande stile e con l’aiuto di milizie sciite addestrate dall’Iran, ha riconquistato la città di Tikrit, importante dal punto di vista simbolico per aver dato i natali a Saddam Hussein. Il Califfato, che è tutto interno al mondo sunnita, ha subito un duro colpo e sarebbe in arretramento, ma non per questo ha smesso di combattere, anzi. La novità di queste ore però è che in Iraq si sarebbe formato il primo gruppo di combattenti sunniti che però ha giurato fedeltà a Baghdad, unendosi alla lotta contro lo Stato Islamico nella provincia di Anbar. Si tratterebbe di un grande risultato da parte del governo di Baghdad, accusato di parteggiare troppo per gli sciiti, fin qui largamente utilizzati sul campo contro i jihadisti. La partecipazione di milizie sunnite avrebbe invece l’importantissimo ruolo di accreditare il governo anche tra i sunniti, aumentando così le possibilità di successo nella riconquista dei territori che sono finiti nell’estate 2014 nelle mani del Califfo. Proprio nella regione di Anbar in aprile i guerriglieri dello Stato Islamico avevano preso il controllo di una diga e di diverse caserme, cercando di conquistare la capitale provinciale: Ramadi. I miliziani sunniti anti-Isis hanno sfilato di fronte alla popolazione annunciando la loro partecipazione alla mobilitazione generale fortemente voluta da Baghdad e che dovrebbe comprendere oltre 6000 soldati solo nella zona di Anbar. Con una mossa intelligente Baghdad ha deciso di concedere a questi guerriglieri sunniti anti-Isis uno stipendio di 650 dollari al mese e di rifornirli con armi di vario genere. Entro le prossime settimane l’esercito iracheno dovrebbe intraprendere una nuova offensiva volta a strappare nuovi territori al Califfato in Iraq.

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