Iraq. Primo raid Usa contro Isis. Cosa bolle in pentola?Tribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Iraq. Primo raid Usa contro Isis. Cosa bolle in pentola?

Secondo la Cnn, che ha riportato fonti anonime del Pentagono, le forze speciali americane sarebbero entrate in azione in una prigione nel nord dell’Iraq gestita dallo Stato Islamico per liberare degli ostaggi curdi e un soldato americano sarebbe rimasto ucciso negli scontri. Che l’accelerata russa in Siria abbia indotto la Casa Bianca a un maggiore attivismo in Iraq? 

Secondo fonti anonime del Pentagono citate dalla Cnn le forze speciali americane avrebbero liberato 70 ostaggi curdi da una prigione dello Stato Islamico nel nord dell’Iraq. Nella missione sarebbe morto un soldato americano che diventerebbe così anche la prima vittima nella guerra all’Isis.L’operazione sarebbe avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì in una prigione gestita dallo Stato Islamico a pochi chilometri a ovest da Kirkuk. Secondo quanto riportato dal portavoce del Pentagono Peter Cook gli americani avrebbero deciso l’azione in quanto i 70 ostaggi stavano per subire una esecuzione di massa.Il fatto che vi sia un caduto tra le forze americane suggerisce che gli Usa abbiano utilizzato truppe di terra nel blitz che ha visto l’impiego anche dell’esercito iracheno e di miliziani curdi peshmerga. Il New York Times lo ha definito il più grande successo nelle operazioni condotte contro il Califfo, e il blitz sarebbe stato lanciato solo su richiesta del governo iracheno. Il fatto però è che per almeno tre anni gli americani hanno fatto poco o nulla per aiutare l’esercito iracheno in Iraq, anzi a detta di molti il successo dell’isis è stato quasi improvviso con l’esercito iracheno che ha abbandonato intere regioni nelle mani dei jihadisti con tanto di mezzi militari ricevuti dagli americani. Come mai proprio ora verrebbe da chiedersi? Una possibile chiave di lettura  potrebbe essere che l’intervento della Russia in Siria abbia costretto sostanzialmente Obama e soci a fare qualcosa di fronte all’opinione pubblica internazionale per salvare la faccia, soprattutto dopo la terribile strage di Kunduz dove, (per errore?) l’esercito americano ha colpito l’ospedale di MSF in Afghanistan uccidendo decine di persone. Che finalmente l’interventismo di Putin abbia indotto anche gli Usa a farla finita con il Califfo? Troppo presto per dirlo, quello che è certo è che finora gli Usa hanno tenuto un atteggiamento a dir poco ambiguo sia in Siria che in Iraq e proprio nei giorni scorsi la Casa Bianca aveva fatto pressioni sul governo iracheno per non approvare i raid aerei russi anti-Isis in territorio iracheno.

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