Iraq. Si organizza la resistenza all'avanzata dell'IsisTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Iraq. Si organizza la resistenza all’avanzata dell’Isis

Dopo l’avanzata dell’Isis nel cuore dell’Iraq e l’occupazione di diverse città importanti, a Mosul la popolazione locale ha organizzato dei gruppi armati per resistere all’occupazione jihadista. Secondo alcuni fonti inoltre, l’Iran avrebbe inviato centinaia di uomini in Iraq per aiutare Baghdad contro l’Isis.

Si combatte quotidianamente in Iraq, soprattutto nella parte nord-ovest, dove le truppe islamiche dell’Isis sono avanzate in profondità conquistando intere regioni con relative città, vedi Tikrit e Mosul. Proprio a Mosul, la seconda città irachena dopo Baghdad,  la popolazione locale, stanca delle violenze e delle imposizioni dei soldati islamici dell’Isis, avrebbe realizzato un movimento di resistenza armata e secondo l’agenzia Fides, ripresa anche da “L’Avvenire”, solo nell’ultimo week-end sarebbero stati uccisi cinque miliziani islamisti in attacchi compiuti dai membri dei gruppi di resistenza. Il nome scelto per le azioni è “Brigate Mosul” e ne farebbero parte centinaia di cittadini, da studenti universitari fino a ex ufficiali dell’esercito, semplici cittadini e ex membri del partito Baath di Saddam Hussein. Questo è molto importante per il futuro dell’Iraq dal momento che significa che l’Isis troverà anche una resistenza interna oltre che a subire la pressione dell’esercito iracheno, siriano e dei miliziani curdi nel nord. A far scattare la fiammella della rivolta nei cittadini di Mosul sarebbe stato lo spettacolo della tomba di Giona fatta saltare in aria in quanto, secondo gli islamisti, luogo di idolatria. Intanto l’esercito iracheno ha ripreso l’iniziativa nella zona di Ramadi, dove ha arrestato tre emiri dell’Isis tra cui un esponente di spicco del gruppo, Awad al-Hazimawi, la cui presenza nell’area era stata confermata da una “soffiata” dai servizi segreti iracheni. Dal conto loro i miliziani islamici hanno risposto con un paio di autobombe nei quartieri sciiti di Baghdad che hanno provocato una decina di morti tra la popolazione civile. La svolta però sembra in arrivo dal momento che l’Iran avrebbe inviato oltre duecento soldati a Kirkuk, città sotto controllo delle milizie curde, anch’esse ostili all’Isis. Questo potrebbe essere il primo passo prima di un coinvolgimento attivo di Teheran in Iraq e in Siria, paesi colpiti dall’avanzata delle truppe jihadiste. Si combatte anche e soprattutto a nord dove le milizie curde hanno attaccato l’Isis ingaggiando e vincendo una durissima battaglia ad Ain al-Arab, località a poche miglia dalla Turchia. 

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