Iraq. Voci di consiglieri americani e israeliani arrestati per aver aiutato l'IsisTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Iraq. Voci di consiglieri americani e israeliani arrestati per aver aiutato l’Isis

Da tempo in molti suggeriscono che i gruppi jihadisti attivi in Siria e in Iraq siano indirettamente supportati anche da alcuni servizi segreti occidentali, vedi Usa e Israele. Secondo Megachip.Globalist e altre testate internazionali come SputnikNews, in Iraq sarebbero stati arrestati alcuni consiglieri militari americani e israeliani accusati di dare assistenza all’Isis.

Consiglieri militari di Israele e Usa arrestati in Iraq e Siria per aver aiutato il Califfo? La notizia è di quelle bomba e, in attesa di smentite o ulteriori notizie, vale la pena parlarne. Come evidenziato originariamente dall’agenzia iraniana Tasmin News infatti, alcuni consiglieri americani e israeliani sarebbero stati arrestati in territorio iracheno mentre operavano come assistenti sul campo del Daesh, Stato Islamico. La notizia è stata ripresa anche dall’agenzia irachena Sarma News che ha rivelato come tre dei consiglieri arrestati avrebbero doppia cittadinanza americana e israeliana mentre il quarto sarebbe di un paese del Golfo Persico non meglio specificato. Stando alle prime ricostruzioni i quattro consiglieri sarebbero stati catturati all’interno di un quartier generale in Iraq che sarebbe stato utilizzato dallo Stato Islamico per organizzare le operazione militari nella regione di Ninive. Ci sarebbe anche un vero e proprio nome per l’operazione condotta nella regione dall’esercito iracheno: “Puntura di Scorpione”. Nel corso dell’azione dei militari sarebbero stati uccisi anche diversi jihadisti dell’Isis mentre i consiglieri stranieri arrestati sarebbero stati trasportati a Baghdad. Tutto questo avviene qualche giorno dopo la notizia diffusa e non confermata dell’abbattimento di un elicottero americano intento a supportare i miliziani dello Stato Islamico. In attesa di saperne di più insomma, si segnala che c’è qualcosa che sembra non tornare in tutta la vicenda, il tutto in attesa che cominci la grande operazione militare fissata da Baghdad in primavera per riconquistare Mosul e altre città cadute nelle mani del Califfo.

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