Iraq. Miliziani jihadisti massacrano oltre 1700 personeTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Iraq. Miliziani jihadisti massacrano oltre 1700 persone

 I ribelli jihadisti dell’ISIL nel corso della loro avanzata verso Baghdad si starebbero rendendo responsabili di immani violenze. Secondo quanto da loro stessi sostenuto avrebbero giustiziato 1700 sciiti iracheni nella provincia di Tikrit, a Nord del Paese.

Photo Credit: (AFP Photo)

Sono numeri che fanno paura ma che purtroppo sono drammaticamente reali, sono i numeri delle esecuzioni sommarie realizzate dall’ISIL nel corso della loro avanzata verso Baghdad, in Iraq.  Un vero e proprio massacro che la dice lunga sulle intenzioni reali dei miliziani jihadisti, gli stessi che in Siria sono stati appoggiati, anche se indirettamente, da quello stesso Occidente che oggi invece finge stupore e sdegno di fronte alle violenze perpetrate in Iraq. In pochi non dicono infatti che i miliziani jihadisti sono stati foraggiati e spalleggiati quando facevano la Jihad contro Assad in Siria, e ora che le forze armate siriane hanno pressochè sconfitto militarmente i ribelli, ecco che molti di loro sono tornati in Iraq per prendere parte all’offensiva contro Baghdad. Al momento non è ancora possibile verificare le cifre esatte del massacro, tuttavia sono stati gli stessi jihadisti dell’ISIL ha pubblicare le immagini dell’esecuzione dei militari. Ora l’Iraq è però nel caos e si combatte un pò dappertutto, ad esempio nel weekend si è combattuto a Tikrit, mentre i miliziani curdi, schierati contro i jihadisti, hanno preso il controllo della regione petrolifera di Kirkuk, oggetto di una lunga disputa territoriale. Il governo del Premier Nuri Al-Maliki  intanto ha lanciato una controffensiva e parla di 279 terroristi uccisi nelle ultime 24 ore. In risposta all’offensiva dell’ISIL Teheran, sciita come Maliki, ha inviato in Iraq migliaia di soldati iraniani che dovranno coordinarsi con i loro omologhi iracheni per sconfiggere i jihadisti. La rivolta però rischia anche di trattenere in qualche modo gli Stati Uniti, gli unici veri responsabili dei lutti in Iraq dal momento che fu proprio Washington nel 2003 a invadere l’Iraq sulla base di prove false di detenzione di armi di distruzione di massa.  La situazione sul terreno però è drammatica, i jihadisti dell’ISIL hanno mostrato di uccidere senza pietà tutti coloro che non si arrendono alla loro autorità, motivo per cui Baghdad li ha presi molto seriamente e ha avviato una campagna di arruolamento militare per affrontare la crisi. E’ chiaro che se i jihadisti dovessero venire sconfitti anche in Iraq, di conseguenza anche la Siria potrebbe sorriderne in quanto i miliziani sunniti subirebbero un durissimo colpo dopo quello già subito in Siria.

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