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mercoledì , 24 maggio 2017
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Isernia. Contestati i neofascisti cantando “Bella Ciao”? Ti condannano

A Isernia, Molise, i neofascisti di Casa Pound sono stati contestati da sette attivisti antifascisti che hanno avuto l’ardire di cantare “Bella Ciao”. Il tribunale ha ordinato una settimana di carcere. Si tratta della stessa Procura che aveva archiviato gli esposti sul movimento Fascismo e Libertà, ennesima vergogna tutta italiana.

Essere antifascisti in Italia è un problema. Sembrerebbe una provocazione e invece si tratta di una drammatica realtà. Ne sanno qualcosa a Isernia, Molise, sette attivisti che hanno voluto esprimere il proprio dissenso nei confronti della presentazione di un romanzo di Casa Pound in una sala della provincia, il movimento di neofascisti del Terzo Millennio. I sette attivisti quel 29 ottobre 2011 hanno avuto l’ardire di contestare i “camerati” cantando “Bella Ciao”, e hanno subito una vergognosa condanna da parte della Procura. L’antifascismo quindi, anche se dovrebbe essere un valore, viene perseguito nei Tribunali, una vergogna italiana che ci parla della continuità di certi ambienti fascisti con il passato. L’Antifascismo dovrebbe essere un valore fondante della nostra Repubblica, ma non è così per troppa gente, e quindi rischia di diventare lettera morta.  Visto e considerato poi che tra i banchi del Parlamento si allignano diversi nostalgici del Ventennio, brividi corrono lungo la schiena.  Gli antifascisti di Isernia per aver cantato “Bella Ciao” sono stati condannati a una settimana di carcere, commutata in 1350 euro di multa per ciascuno.Una notizia vergognosa che ci parla della sconfitta della nostra Repubblica e della morte degli ideali della Resistenza scritti con il sangue da migliaia di partigiani caduti. Il Tribunale di Isernia, sulla base di un Regio decreto, emanato durante il fascismo (773/1931), ha contestato ai sette antifascisti l’“allontanamento dal luogo dove si sarebbe dovuto tenere il sit-in preannunciato”. Ma a lasciare perplessi è il prosieguo della motivazioni della sentenza di condanna: “(…) e avendo raggiunto via Graziani, in prossimità del palazzo della Provincia (dove appunto si stava tenendo l’iniziativa culturale di CasaPound, ndr), gridando slogan del tipo “il Molise è antifascista” ed intonando la canzone “Bella ciao”. Ma a ben guardare…nessuna sorpresa. Proprio così, quello di Isernia è lo stesso Tribunale che archiviò gli esposti contro la riorganizzazione e l’apologia di fascismo presentati quando sul territorio isernino iniziò a prender piede il Mfl (Movimento fascismo e libertà). Ad oggi ancora attivo. E la legge Mancino? Inutile dire che i fascisti possono invece aggirarsi per le strade facendo saluti romani senza alcun problema. Altro che toghe rosse, le toghe in Molise sembrano nere, nerissime. Ed è davvero così assurdo ritenere vergognoso il silenzio delle istituzioni e di Napolitano?

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