Isis avanza a Kobane, Erdogan se la rideTribuno del Popolo
venerdì , 21 luglio 2017
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Isis avanza a Kobane, Erdogan se la ride

I jihadisti dell’Isis pur subendo gravi perdite a causa dell’accanita resistenza dei curdi sono avanzati ancora a Kobane e ora controllerebbero più del 20% della città. I turchi continuano a osservare il massacro dimostrando così di voler giocare sulla pelle dei curdi per motivi geopolitici. Intanto l’esercito siriano ed Hezbollah attaccano l’Isis a ovest di Kobane.

Avanza l’Isis nonostante i bombardamenti della coalizione e la strenua ed eroica resistenza degli eroi curdi che combattono casa per casa a Kobane per impedire alle bandiere nere dell’Isis di sventolare sulla città. I curdi resistono contro l’Isis, ma anche contro la Turchia dal momento che Erdogan ha dato per persa la città ormai da diversi giorni e non muove assolutamente un dito per aiutare i curdi. Anzi, i suoi soldati sparano sui curdi che protestano e chiedono solo di poter varcare il confine per aiutare i loro fratelli, un massacro nel massacro che riempie di vergogna Ankara di fronte al mondo. La resistenza dei curdi dell’Ypg è eroica ma è difficile riuscire a fermare l’Isis che ha fatto incetta di blindati nel nord dell’Iraq e ha ottenuto miliardi di dollari di finanziamento potendo così disporre di armi moderne. Nonostante combattimenti serrati i jihadisti hanno conquistato circa un terzo di Kobane, tra cui anche il quartier generale dell’Ypg che è stato difeso fino all’ultimo respiro dai miliziani. Resistono dunque i curdi rovinando i piani di chi aveva deciso di sacrificarli, e questo qualcuno si chiama Erdogan dal momento che meno di un chilometro separa i soldati turchi dal confine. I profughi della regione sono già oltre 300.000 ma in molti sanno che se i curdi cederanno a Kobane i jihadisti dell’Isis realizzeranno un massacro in piena regola. Si combatte intanto anche a ovest di Kobane dove a differenza dei turchi le forze di Assad, Hezbollah e Iran hanno attaccato l’Isis. Da notare che la stampa occidentale chiama i miliziani di Hezbollah come “jihadisti sciiti” mostrando una totale ignoranza della realtà libanese e del Medio Oriente e operando un paragone tra Isis e lealisti siriani del tutto vergognoso e privo di ogni fondamento di realtà. Le truppe di Assad, assieme a Hezbollah e all’esercito iracheno sono le uniche che da tre anni combattono contro la Jihad e i gruppi di estremisti che rapiscono e uccidono chiunque non accetti la loro folle visione del mondo. Evidentemente l’Occidente cerca di coprire che i paesi alleati dell’Occidente restano a guardare mentre i civili vengono massacrati mentre, al contrario, i paesi considerati “canaglia” dall’Occidente muoiono e combattono contro il terrorismo.

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