Isis. Casa Bianca avanti tutta con i raid, ma nessun coordinamento con DamascoTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Isis. Casa Bianca avanti tutta con i raid, ma nessun coordinamento con Damasco

Diversi paesi arabi hanno fatto notare di essere pronti ad appoggiare i bombardamenti degli Stati Uniti contro l’Isis in Iraq e Siria. La Casa Bianca però continua a rifiutare ogni coordinamento con Damasco, con l’esercito siriano che ormai è l’unico sul terreno a combattere l’Isis in Siria. 

Mentre tutto il mondo “scopre” l’Isis e le tv iniziano a bombardare con video dello Stato Islamico e delle atrocità da esso perpetrate, l’Occidente sembra volersi muovere ed è pronto a organizzare raid e bombardamenti contro i miliziani jihadisti in Iraq e Siria. Ai raid contribuiranno anche alcuni paesi arabi, come sottolineato dal New York Times, ma non la Turchia, paese considerato alleato della Nato ma che ha offerto protezione e appoggio alle truppe jihadiste che si sono infiltrate in Siria negli ultimi tre anni. Utilizzare le basi in Turchia sarebbe la cosa ideale per colpire le postazioni dell’Isis in Siria, ma Erdogan e il suo governo hanno utilizzato il pretesto dei 45 prigionieri turchi in mano allo Stato Islamico per non dare l’appoggio. Il tutto mentre gli Stati Uniti hanno ribadito di non voler in alcun modo coordinarsi con la Siria per organizzare attacchi aerei contro l’Isis nel paese mediorientale. Una strategia incomprensibile quella americana dal momento che l’Isis è il nemico numero uno e non si comprende come mai non allearsi con chi sta combattendo da tre anni contro il jihadismo internazionale sul campo, ovvero l’esercito di Assad.  Del resto la Siria quotidianamente realizza attacchi aerei e terrestri contro lo Stato Islamico, quindi non si comprende come mai, se lo scopo della Casa Bianca è quello di distruggere l’Isis, non allentare la presa su Damasco. La sensazione è che dietro l’atteggiamento di facciata degli Stati Uniti ci sia una solita doppiezza, ovvero utilizzare il pretesto dello Stato Islamico da distruggere per colpire anche Assad e quindi gli interessi geopolitici di Russia e Iran. Se così non fosse come mai l’opinione pubblica occidentale ha da sempre ignorato le decapitazioni e le fucilazioni sommarie operate da parte dei jihadisti contro i siriani in questi ultimi tre anni? Probabilmente perchè erano un prezzo da pagare pur di cacciare Assad. Ora però che il presidente siriano ha vinto le presidenziali e non accenna a voler lasciare il suo posto, ecco il cambiamento di strategia in corsa.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top