Isis e Houthi, altro esempio di "Double Standard"?Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Isis e Houthi, altro esempio di “Double Standard”?

Lo Stato Islamico ormai da mesi insanguina il Medio Oriente senza risparmiare civili e bambini, eppure nessun paese ha pensato di intervenire in Iraq o in Siria contro il Califfo. L’Arabia Saudita invece non ci ha pensato due volte a bombardare lo Yemen dopo la rivolta dei ribelli sciiti Houthi. Due scenari diversi oppure un altro caso di #Doublestandard? 

I ribelli Houthi hanno realizzato una rivolta in Yemen contro il presidente Hadi, un pò la stessa cosa che è accaduta in Siria quando i cosiddetti ribelli hanno preso le armi contro Assad, o in Libia dove hanno preso le armi contro Gheddafi. Questa volta però Hadi era alleato dell’Occidente e dell’Arabia Saudita in particolare, di conseguenza subito c’è stata una reazione immediata contro gli Houthi con tanto di attacchi aerei sauditi e la preparazione di un attacco di terra. Ci sono volute meno di ventiquattro ore per gli aerei di Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e altri paesi del Golfo, con tanto si supporto logistico degli Usa,  per scaricare bombe contro i ribelli, al contrario contro lo Stato Islamico sembra quasi che ci sia un empasse, come se la minaccia del Califfato venga considerata in qualche misura meno grave di quella dei ribelli Houthi. Certo si potrebbe obiettare che si tratti di scenari geopolitici completamente differenti, eppure stride molto questa differenza di approccio, sembra quasi che gli sciiti vengano considerati una minaccia globale da parte dei paesi sunniti, da tempo alleati dell’Occidente. L’Iran del resto ha aiutato l’Iraq contro il Daesh ma questo non ha di certo accontentato la Casa Bianca e la Nato che hanno anzi affermato di ritenere l’Iran una minaccia per il futuro dell’Iraq, come a dire che la rimozione dello Stato Islamico non rappresenti una priorità, dopotutto. Insomma sembra quasi che il Medio Oriente sia scivolato nella guerra settaria tra sciiti e sunniti e che ogni altro ragionamento debba essere subordinato a questa guerra civile interna al mondo musulmano. Questa sembra essere la vera guerra, una guerra che vede gli sciiti e i loro alleati da un lato: Iran, Siria, Hezbollah; e i sunniti e i loro alleati dall’altro. In questo gioco a somma zero gli Usa avrebbero cercato di trovare un’intesa con l’Iran sulla questione del nucleare forse per accontentare Teheran in cambio di concessioni geopolitiche, ma sembra chiaro che la rivolta degli Houthi è stata subito intesa come una minaccia reale geopolitica agli interessi sunniti nella regione, e quindi la reazione è stata immediata.

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