Isis e la "fabbrica del falso"Tribuno del Popolo
venerdì , 9 dicembre 2016
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Isis e la “fabbrica del falso”

Isis e la “fabbrica del falso”

Secondo diverse testate il video dello Stato Islamico nel quale ben 21 pescatori copti egiziani venivano assassinati dai sicari dell’Isis sarebbe in realtà un falso. Lo afferma anche la tv americana Fox che avrebbe fatto analizzare il video a un gruppo di esperti.

Quello dello Stato Islamico sembra sempre di più essere un vero e proprio spauracchio utilizzato anche per creare un clima di paura irrazionale, il contorno ideale per approvare una bella campagna militare. Beninteso i miliziani islamici che sgozzano la gente esistono eccome, e infatti da anni compiono stragi di ogni genere ad esempio in Siria contro cittadini e soldati siriani, ma solo ora che l’Isis pubblica video patinati e in Hd rivolti direttamente all’Occidente i nostri media sembrano essersi accorti di loro. La tv americana Fox ha fatto analizzare il video dei 21 pescatori egiziani sgozzati in Libia da un gruppo di esperti che avrebbero emesso un verdetto a dir poco clamoroso, ovvero che il video sarebbe stato artefatto dallo Stato Islamico, si tratterebbe quindi di un vero e proprio falso. Secondo Veryan Khan, responsabile del Terrorism Research & Analysis Consortium (Trac), il boia che realizza materialmente le esecuzioni sarebbe semplicemente “troppo grande rispetto allo sfondo“. Insomma ci sarebbero dei banali problemi prospettici, ad esempio la grandezza dei miliziani in piedi dietro alle vittime che appaiono decisamente troppo alti rispetto alla realtà. Ma non è finita qui, gli esperti consultati dalla Fox e citati anche da “Il Giornale” avrebbero segnalato come non torni assolutamente il rumore del mare di sottofondo, decisamente troppo simile a una “colonna sonora conosciuta e usata in molti filmati”. Una altra esperta, Mary Lambert, ha invece segnalato come il sangue che si vede nei filmati sarebbe un falso clamoroso e la spia di un ritocco al computer. Insomma ci sono molte cose che non tornano al punto che alcuni analisti si spingono persino a pensare che quasi tutti i video mostrati dall’Isis sarebbero in realtà opere di propaganda volti a spaventare l’Europa e l’Occidente o comunque a creare un clima di terrore. Secondo la Lambert nella spiaggia libica del video ci sarebbero state non più di sei persone con tutte le altre che sarebbero state aggiunte con una tecnica al computer chiamata rotoscoping e che consente di creare cartoni animati le cui figure umane sembrino realistiche. Più facile che i miliziani abbiano girato altrove il video, ritoccandolo poi in modo da spacciarlo per avvenuto sulla spiaggia, ancor più che anche la proporzione delle orme sulla sabbia sarebbero sbagliate. Guido Olimpio del Corriere della Sera sostiene che si tratti semplicemente di una mossa cautelativa dell’Isis per non farsi individuare da droni e aerei nemici ma a noi sembra davvero molto debole come teoria. Come mai dei miliziani che, a detta dei media, controllano un vero e proprio Stato, avrebbero dovuto utilizzare ritocchi e trucchi di regia? Non avrebbero semplicemente potuto giustiziare le loro vittime dal momento che i miliziani dell’Isis, quotidianamente, già massacrano centinaia di poveretti? Dove inizia la realtà e dove finisce la propaganda? Tutte domande cui sarebbe molto interessante dare prima o dopo risposte.

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