Isis e Turchia: contatti pericolosiTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Isis e Turchia: contatti pericolosi

Emergono da sempre più parti notizie che parlano di contatti pericolosi tra la Turchia e lo Stato Islamico. Incredibilmente però la Nato sembra quasi guardare da un altra parte nonostante secondo il quotidiano turco Milliyet ci sarebbero almeno 3000 cittadini turchi nelle fila dell’Isis, arruolati letteralmente alla luce del sole.

Reclutamenti alla luce del sole, un appoggio strategico e finanziario, questi sarebbero i legami torbidi tra Ankara e lo Stato Islamico, tutto questo mentre i media occidentali passano il tempo ad accusare i paesi considerati “canaglia”, vedi Siria, Russia e così via. E dire che lo Stato islamico dovrebbe essere considerato il pericolo numero uno viste le sistematiche violazioni dei diritti umani messe in atto nei territori da esso controllati. A parlarne è il “Giornale” che, nel corto circuito generale e nel buco nero dei media italiani rappresenta almeno per la politica estera una sorpresa positiva dal momento che ha perlomeno trattato l’argomento. Mentre si discute se fare entrare o meno la Turchia in Ue, da diverse fonti sarebbero emersi oscuri legami proprio con lo Stato Islamico, legami che almeno per il momento la Nato finge letteralmente di non vedere. Per la Nato il nemico numero uno si chiama Bashar al-Assad mentre Erdogan rappresenta un fedele alleato, eppure se si procede con il “fact checking” emerge come l’esercito siriano combatta contro lo Stato Islamico mentre quello turco sia rimasto immobile al confine con Kobane lasciando che l’Isis attaccasse gli odiati curdi. Ma non solo; secondo il quotidiano turco Milliyet infatti sarebbero almeno 3.000 i cittadini turchi che combattono attivamente nelle fila dell’Isis anche se probabilmente potrebbero essere anche molti di più. Come raccontato dal “Giornale”, il reclutamento avverrebbe direttamente alla luce del sole in territorio turco. I miliziani turchi partirebbero poi direttamente con degli autobus verso la Siria sventolando direttamente le bandiere del Califfato (Fonte Newsweek). Insomma il governo Erdogan non farebbe assolutamente nulla contro l’Isis, permettendo ai terroristi di partire per la Siria. Le fonti sono anche ufficiali, ad esempio Orhan Sansal, il  sindaco di Suruç,cittadina vicino al confine siriano, ha dichiarato che “la frontiera è attraversata da camion carichi di armi, giovani occidentali pronti ad arruolarsi tra le fila dell’Isis, feriti di guerra che poi vengono curati negli ospedali di Ankara mentre i bambini sono abbandonati”. E dire che proprio gli Stati Uniti il 4 ottobre per bocca del vicepresidente Biden si erano scusati con Ankara per aver accusato Erdogan di aver fatto transitare in Turchia migliaia di islamisti radicali provenienti da tutto il mondo. Insomma una beffa vera e propria che avviene alla luce del sole dal momento che le voci su continui supporti della Turchia allo Stato Islamico si sprecano. 

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