Isis in difficoltà in Siria e Iraq in attesa della battaglia del MosulTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Isis in difficoltà in Siria e Iraq in attesa della battaglia del Mosul

Nelle ultime ore gli jihadisti dello Stato Islamico hanno subito duri rovesci in Iraq, dove l’esercito di Baghdad ha ormai riconquistato Tikrit. Ma anche Al-Nusra, la costola di Al-Qaeda in Siria, è stata duramente colpita dall’esercito siriano, il tutto mentre Hezbollah, miliziani sciiti libanesi alleati di Damasco, hanno annunciato di voler mandare forze in Iraq per porre fine al Califfato del terrore che ormai si prepara alla battaglia finale a Mosul.

Dopo la grande avanzata di questa estate con la quale il mondo intero ha avuto modo di fare la conoscenza con lo Stato Islamico, i miliziani del Daesh hanno letteralmente messo le mani su un vero e proprio Stato territoriale a cavallo tra Siria e Iraq. Un territorio difficile da controllare, desertico, e che permette ai miliziani jihadisti di trovare molti nascondigli facendo aggio anche sul supporto di alcune popolazioni sunnite locali. La violenza con la quale però i jihadisti hanno occupato i territori ha velocemente alienato ai miliziani del Daesh molto del consenso originario, e la reazione dell’esercito iracheno ha fatto il resto, molto più degli attacchi aerei della Coalizione. Ma andiamo con ordine: mentre gli aerei della Coalizione colpiscono l’Isis dall’alto, e su questo tema sono molte le polemiche con diversi specialisti che sostengono che i raid dell’alleanza siano del tutto inutili a fermare il Califfato, sul terreno chi combatte ormai da mesi gli uomini del Daesh sono i curdi, vedi Kobane, i soldati siriani, le varie milizie sciite popolari che sono nate per difendersi dagli assalti dell’Isis, i soldati iracheni e i miliziani di Hezbollah, il movimento sciita libanese alleato saldamente di Damasco e considerato un nemico mortale da Israele, ma anche dall’Occidente in senso largo. In questa situazione caotica è sempre molto difficile riuscire a comprendere l’andamento della guerra ma ciò che sembra è che nelle ultime settimane le forze jihadiste siano segnalate in arretramento sia in Siria che in Iraq.

In Siria l’aviazione di Damasco avrebbe distrutto il quartier generale di Al-Nusra, la costola siriana di Al Qaeda, con un raid sulle alture del Golan. Lo ha confermato anche la televisione libanese Al-Manar che ha anche rivelato come l’attacco aereo avrebbe ucciso qualcosa come 120 miliziani jihadisti, compresi alcuni importanti comandanti. Si tratterebbe dunque di un colpo pesantissimo per i jihadisti della regione con le forze armate siriane che oltre a combattere i qaedisti principalmente a Sud e nel Golan devono anche fronteggiare i miliziani del Califfo che si sono installati nella loro roccaforte, Raqqa. I recenti successi dell’esercito siriano però creano una situazione sfavorevole all’Isis che ora dovrà difendersi sia dalle truppe siriane sia dalla controffensiva lanciata dal governo di Baghdad per riprendersi i territori persi quest’estate di fronte all’avanzata del Califfo Al-Baghdadi.

La roccaforte dello Stato Islamico in Iraq rimane Mosul, metropoli irachena nella parte settentrionale del Paese che è diventata anche la capitale morale del Califfato in Iraq. Baghdad dopo lo sbandamento del suo esercito avvenuto in estate ha riorganizzato le sue forze armate e ora ha lanciato un attacco su larga scala volto a riconquistare i terreni perduti cominciando proprio da Tikrit, importante città sul fiume Tigri che ha dato i natali a Saddam Hussein. Qui le forze armate irachene dopo giorni di combattimenti più o meno intensi e di avanzata hanno sostanzialmente liberato la città, costringendo così i miliziani dell’Isis a riparare ancora a nord. Un colpo molto duro subito dal Daesh soprattutto perchè nelle prossime settimane dovrebbe cominciare una nuova offensiva coadiuvata anche dagli Stati Uniti e volta a riconquistare Mosul.

Ma alla battaglia in Iraq potrebbe ben presto partecipare anche Hezbollah, che ormai da diversi mesi combatte in Siria accanto alle truppe governative. Secondo SputnikNews infatti il leader del movimento, Nasrallah, avrebbe accettato di inviare almeno 800 uomini di elite in Iraq per partecipare alla battaglia contro lo Stato Islamico. Anche Teheran parteciperebbe direttamente fornendo armamenti proprio ai miliziani di Hezbollah che dovrebbero essere mandati nella città settentrionale irachena di Samarra, in attesa di pianificare l’attacco a tenaglia contro Mosul, che si presenta come la madre di tutte le battaglie. Questo coinvolgimento di Hezbollah in Iraq può significare solo una cosa, ovvero che Teheran intende muoversi direttamente anche per fare da deterrente nei confronti delle forze armate americane che, secondo diverse voci, parteciperanno a loro volta alla battaglia per Mosul.

E’ chiaro che una volta caduta anche Mosul per lo Stato Islamico sarebbe sostanzialmente finita da un punto di vista militare, per questo secondo molti analisti quella di Mosul sarà la madre di tutte le battaglie con decine di migliaia di uomini che potrebbero prendervi parte in entrambe le fazioni. Negli ultimi tempi comunque l’Isis sarebbe stato fortemente indebolito anche a causa di difficoltà economiche e di risentimenti interni con una divisione tra i miliziani siriani e quelli stranieri che si sarebbe approfondita dopo gli ultimi rovesci militari patiti dal Califfo.

Photo Credit https://farm4.staticflickr.com/3404/3611789646_cff0a3be69_o.jpg

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