Isis si finanzia inviando petrolio in Turchia?Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Isis si finanzia inviando petrolio in Turchia?

 Secondo il quotidiano online Sputnik lo Stato Islamico farebbe arrivare le forniture di petrolio in Turchia sfruttando una rete di corruzione capillare. A fare la scottante rivelazione sarebbe stata una fonte vicina alla CIA. 

La rivelazione del quotidiano russo Sputnik è di quelle clamorose nel caso dovessero ricevere conferme nelle prossime ore. A lungo ci si è chiesti in che modo lo Stato Islamico riuscisse a trovare sempre nuovi canali di finanziamento, e ora, se quanto dichiarato sul quotidiano fosse reale, si avrebbe finalmente un quadro completo. Secondo un una fonte del Dipartimento del Tesoro americano sentita da Sputnik infatti, solo questa settimana lo Stato Islamico avrebbe realizzato circa 40 milioni di dollari in meno di un mese, con profitti annuali che si aggirerebbero intorno ai cinquecento milioni di dollari. John Kiriakou, membro della Commissione Affari Esteri del Senato ha detto a Sputnik di aver sempre sospettato che ci fosse qualcuno dall’altra parte del confine turco che sta realizzando profitti.

In sostanza l0 Stato Islamico utilizzerebbe le stesse rotte adottate dal governo di Saddam Hussein per vendere il petrolio aggirando così le sanzioni economiche comminate contro Baghdad negli anni Novanta. In sostanza ci sarebbero quindi dei funzionari corrotti di Ankara che riuscirebbero a coprire la tratta di petrolio, anche se non ci sarebbe una complicità diretta da parte del governo, almeno secondo quanto dichiarato da Kiriakou. Per riuscire a interrompere questi canali di finanziamento secondo Kirakou gli Usa dovrebbero collaborare con la Russia, ma la sensazione è che a Washington abbiano altre idee e che anche ad Ankara manchi la reale volontà di tagliare fuori l’Isis dai proventi del mercato nero.

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