Isis, terrorismo, complicità occidentali e il sonno della ragioneTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Isis, terrorismo, complicità occidentali e il sonno della ragione

In un editoriale che con un eufemismo noi chiamiamo “discutibile” di Angelo Panebianco sul Corriere  si paragonano totalitarismi di ieri e di oggi. Quanta superficialità e quanta confusione nel mettere tutto nello stesso calderone, l’ennesima prova del vuoto ideologico e morale che si è impossessato della nostra società.

Raramente ci è capitato di leggere un editoriale tanto fazioso, superficiale e colmo di inesattezze come quello pubblicato da Panebianco sul Corriere. Ovviamente è più che legittimo avere una propria idea su qualsiasi argomento, ci mancherebbe, ma allora esercitiamo il diritto di critica per smontare punto per punto il suo pamphlet chiamato “Le complicità occidentali”. Il riferimento è all’emergere dell’estremismo islamico dell’Isis, che ha occupato le prime pagine dei giornali solo ora dopo che per mesi e mesi ha seminato morte e distruzione in Siria. Panebianco ci presenta un quadro della situazione paragonando la situazione attuale a quella del XX secolo, mettendo nello stesso calderone, sì state leggendo bene, nazismo, comunismo ed estremismo islamico, per lui tutte facce della stessa medaglia. Anzi, Panebianco dà particolare attenzione proprio al comunismo sovietico, uno spauracchio che evidentemente lo impaurisce molto: “ Per decenni e decenni la sua natura tirannica venne negata da milioni di uomini in Occidente (in particolare, nell’Europa latina). I movimenti totalitari del XX secolo poterono contare, nelle società europee rimaste democratiche, su quinte colonne estese, motivate e radicate“. No, non staremo qui a sciorinare l’ennesimo pippotto per spiegare come in realtà il comunismo sia cosa del tutto diversa dal nazionalsocialismo, come sia grazie al primo che non ha vinto il secondo etc.; non staremo qui a spiegare come l’esistenza stessa del comunismo abbia dato lo sprone al capitalismo e alle “democrazie” tanto amate da Panebianco per diventare tali e dare benessere ai suoi cittadini (altrimenti sedotti dalle sirene del socialismo), ci basta rimandare alla lettura di un libro di storia del Novecento obiettivo. Ci soffermeremo sul resto dell’editoriale nel cui Panebianco ci illumina spiegandoci che l’estremismo islamico trova comprensione negli “alienati” occidentali delusi dalla democrazia. Ecco le sue parole: “ A prima vista, non dovrebbe avere nulla di attraente per degli occidentali, non dovrebbe suscitare alcuna simpatia. Ma non è così. Sorprendentemente, incontra molta più comprensione, fra certi occidentali, di quanta se ne potrebbe ragionevolmente aspettare. E la ragione forse, nella sua tragicità, è abbastanza semplice. Le società democratiche occidentali hanno sempre contenuto al loro interno quote più o meno ampie di persone che le odiano e vorrebbero distruggerle. Persone che di tali società rifiutano l’individualismo congenito, ne negano il carattere democratico, disprezzano i diritti di libertà di cui godono i loro concittadini, provano ripugnanza per il «materialismo» occidentale, per il fatto che le società democratiche siano soprattutto impegnate nella ricerca del benessere economico“. Parole quelle di Panebianco che mostrano tutto il livore nei confronti di chi osa mettere in discussione l’esistente e non si rassegna ad accettare l’elezione a sistema dell’ingiustizia sociale e dell’homo homine lupus hobbesiano insito nel capitalismo sfrenato cui tanti chierici hanno venduto la propria anima. Inutile dire che Panebianco rappresenta uno di quelli che ce l’ha fatta, uno di quelli che non avrebbe alcun motivo di mettere in discussione lo status quo dal momento che ne avrebbe solo da perdere. Così per gente come lui chiunque osa criticare la “democrazia” e la cultura occidentale diventa un nemico dell’umanità senza distinzioni, ecco perchè per gente come lui comunisti, jihadisti e capitalisti sono la stessa identica cosa.

Lo ammettiamo leggendo le parole sull’Isis di Di Battista in un primo momento abbiamo provato risentimento nei suoi confronti perchè avevamo ancora negli occhi i video e le foto delle esecuzioni di massa perpetrate dai jihadisti in Iraq e perchè abbiamo letto attentamente nei mesi scorsi le notizie che vedevano l’Isis foraggiato proprio dall’Occidente e dagli Usa in particolare. Abbiamo contestato a Di Battista che non ha senso eleggere l’Isis a interlocutore dal momento che fa gli interessi in Medio Oriente dei suoi finanziatori, ma ora ci rendiamo conto che forse, più pericolose delle inesattezze di Di Battista (che comunque con le sue parole ha il merito di aver messo in discussione la bontà a priori dell’Occidente e per questo è stato demonizzato come amico dei terroristi) sono le levate di scudi dei Panebianco che, esattamente come suggeriva Di Battista, negando la stessa dignità di esistere alla critica dell’esistente lo spingono inevitabilmente verso posizioni estreme. “ Come diceva l’economista Joseph Schumpeter, solo il capitalismo occidentale, fra tutte le formazioni sociali esistite, ha avuto la particolarità di allevare e mantenere un così grande stuolo di intellettuali (e di pseudo-intellettuali) che vorrebbero distruggerlo. È questa incomprimibile quota di alienati, sempre presente, sia pure in proporzioni variabili, in tutte le società democratiche occidentali, a fornire, a seconda delle posizioni sociali occupate, manovalanza oppure copertura e appoggio intellettuale ai movimenti totalitari, a costituirne le quinte colonne“, ci spiega ancora Panebianco, sostanzialmente paragonando chiunque critichi i massacri e le ingiustizie del capitalismo alle barbarie jihadiste, una forzatura vergognosa che la dice lunga sulla faziosità di questi difensori dello status quo a tutti i costi. Bacchetta gli intellettuali, Panebianco, rei di avere un pensiero critico e di utilizzarlo, ma si spinge anche oltre parlandoci di Israele e dicendo che, sostanzialmente, essere contro le politiche di Israele e le sue guerre significa essere come Hamas e come l’Isis dal momento che Israele è una “democrazia”. Insomma se non la pensi come i democratici occidentali sei un nazista, un jihadista o peggio un “comunista”. Noi che comunisti lo siamo per davvero e non abbiamo niente a che spartire nè con i jihadisti nè con i nazisti suggeriamo a Panebianco di riflettere prima di scrivere castronerie di questo tipo e di andarsi a ripassare i crimini che sono stati commessi in nome della democrazia negli ultimi cinquant’anni. Forse, si accorgerà che anche se è seduto dalla parte dei “vincitori” della storia, sotto di lui ci sarà una pila di sofferenze che non lo rende diverso da quelli che chiama con disprezzo “totalitaristi”, e forse magari potrà spiegarci come mai le brillanti democrazie occidentali sembrano ammiccare proprio ai jihadisti (vedi Isis, Libia, Siria) e ai nazisti (vedi Ucraina).

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