Isis, terrorismo e la "strana guerra"Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Isis, terrorismo e la “strana guerra”

Ci sono voluti pochi giorni per annientare l’esercito di Saddam Hussein, ancora di meno per annichilire quello di Muammar Gheddafi con bombardamenti a tappeto. Eppure quando si parla di Isis, all’improvviso, qualcuno cerca di far credere che non si possa intervenire per “tutelare” i civili.  E tutti se la bevono.

Quando nel 1990 gli americani decisero di bombardare Saddam Hussein in Iraq avvenne tutto molto velocemente e nel giro di pochissime settimane l’esercito iracheno era già stato annichilito con bombardamenti a tappeto. Sarebbe sembrata quasi una cosa normale dal momento che gli Stati Uniti dispongono probabilmente dell’esercito più forte al mondo e delle strumentazioni più moderne, e del resto anche in Serbia e in Libia negli anni seguenti si è assistito allo stesso scenario, ovvero agli americani che bombardano e distruggono i loro nemici in poco tempo, disarticolando gli eserciti con attacchi mirati. Eppure l’Isis no, l’Isis in qualche modo riesce a resistere da 4 anni all’esercito più forte del mondo, anzi, a una coalizione di vari paesi con gli Stati Uniti. All’improvviso i civili diventano importanti, eppure nessuno nel Dipartimento di Stato Usa volle mai sincerarsi delle condizioni dei civili serbi quando gli aerei americani vomitavano morte su Belgrado. Nessuno cercò di evitare i bombardamenti su Tripoli quando c’era da eliminare Gheddafi e l’esercito del Colonnello venne distrutto in due settimane di attacchi a tappeto che provocarono un numero imprecisato di morti. Eppure contro lo Stato Islamico no, non si può. Sembra quasi che si sia voluto per qualche motivo lasciare che lo Stato Islamico si radicasse tra Iraq e Siria, e questo è sotto gli occhi di tutti in quanto il primo attacco di un certo rilievo contro il Califfo è arrivato poche ore fa, a Falluja, dove le forze aeree irachene hanno colpito un convoglio uccidendo centinaia di miliziani. E prima? Come mai per 4 lunghi anni i convogli dell’Isis potevano andare su e giù a piacimento per l’Iraq? Chi è che fingeva di non vedere le colonne di terroristi? E soprattutto, come mai gli stessi che hanno bombardato Baghdad, Tripoli, Belgrado oggi si fanno all’improvviso remore a bombardare Mosul? Misteri, anzi più che misteri certezze. E quanti oggi hanno paura del terrorismo trovano consolazione nel pensare di essere dalla stessa parte degli americani, ironia della sorte, gli stessi che hanno deciso di mantenere l’Isis in piedi per anni. Ma utilizzare dei terroristi per i propri fini geopolitici, non è forse esso stesso terrorismo?

Tribuno del Popolo

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