Israele. Attivista americana uccisa a Gaza: ricorso respinto | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Israele. Attivista americana uccisa a Gaza: ricorso respinto

Un tribunale israeliano ha ufficialmente respinto la richiesta di indennizzo dei genitori di Rachel Corrie, la ragazza americana uccisa nel marzo 2003 a Rafah mentre cercava di ostacolare una ruspa israeliana.

Vi ricordate di Rachel Corrie, l’attivista americana filo-palestinese rimasta uccisa nel marzo del 2003 a Rafah, non lontano da Gaza, mentre cercava di impedire le attivita’ di una ruspa militare israeliana? La sua morte ebbe ampio riscontro internazionale e condensò un sentimento anti-israeliano che si propagò dagli Usa fino all’Europa, e in molti non hanno dimenticato la sua morte, insulsa quanto evitabile e tragica. In Israele però hanno altre idee, come confermato dalla sentenza di un tribunale israeliano che ha respinto la richiesta di indennizzo presentata dai genitori di Rachel Corrie.  Il giudice ha stabilito che non c’e’ stata negligenza da parte del conduttore della ruspa che, ha notato, si trovava esposto al fuoco palestinese. Si sarebbe trattato quindi di un banale incidente, anche se la versione data per buona dal tribunale ovviamente non convince nè i genitori della ragazza uccisa nè gli attivisti che parlano dell’ennesimo, vergognoso,capitolo della tragedia. Di più, secondo il giudice la Corrie se la sarebbe addirittura “cercata”;Il giudice Oded Gershon ha sottolineato che Israele non può considerarsi responsabile per alcun danno provocato in situazioni di combattimento, ha ricordato l’attacco subìto dai militari dello stato ebraico, nella stessa zona, nelle ore immediatamente precedenti la morte di Corrie, e ha infine spiegato di non aver riscontrato alcuna negligenza da parte dell’esercito israeliano e che l’inchiesta della polizia militare è stata condotta nel modo opportuno.

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