Israele chiude la Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Abu Mazen: "E' dichiarazione di guerra"Tribuno del Popolo
venerdì , 22 settembre 2017
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Israele chiude la Spianata delle Moschee a Gerusalemme. Abu Mazen: “E’ dichiarazione di guerra”

Israele ha chiuso la Spianata delle Moschee di Gerusalemme, un gesto carico di significati che rischia di far precipitare di nuovo il Medio Oriente nel caos. Da Ramallah Abu Mazen ha detto che tale gesto suona come una “dichiarazione di guerra”, e Israele l’ha riaperta solo poche ore fa. E intanto la #Svezia ha deciso di riconoscere lo Stato della Palestina scatenando l’ira di Tel Aviv. 

Per Abu Mazen la chiusura della Spianata delle Moschee è suonata come una autentica “dichiarazione di guerra”.  La decisione di Israele infatti si configura come clamorosa ed è stata presa dopo il tentato omicidio del rabbino ultranazionalista di destra Yehudà Glick da parte di un militante palestinese poi ucciso nella notte. In passato era già successo che la Spianata venisse chiusa, ad esempio nel 2000 subito dopo la visita dell’allora premier Ariel Sharon, ma l’Anp ha informato di non assistere a una decisione così grave almeno dal 1 giugno del 1967, ovvero quando Israele aveva conquistato armi in pugno la città vecchia. Chiaramente i gruppi nazionalisti ebrei spingono per la chiusura accusando Hamas di controllare la Spianata, ma il gesto è sembrato talmente grave da far pensare a una possibile escalation. Il rabbino ferito, ultranazionalista di origine americana, si trova attualmente in ospedale dove versa in condizioni critiche. Era famoso per la sua battaglia in favore della ripresa delle preghiere ebraiche sulla Spianata, violando così gli accordi presi da Israele dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967. Poche ore fa Israele ha riaperto la Spianata ma la tensione resta alta anche a livello internazionale dal momento che la Svezia ha formalizzato il riconoscimento della Palestina come Stato scatenando la rabbia di Israele che ha persino richiamato l’ambasciatore ebraico da Stoccolma. La Svezia  ha motivato il gesto come un tentativo di dare un contributo concreto alla pace fra i due popoli, e a Ramallah la gente ha festeggiato così come Abu Mazen che ha promesso quanto prima una visita in Svezia. A dir poco salace e quasi grottesca la risposta del governo israeliano affidata al ministro degli Esteri Avigdor Lieberman che ha pubblicato una nota stringata nella quale ha scritto che “il conflitto in Medio Oriente è più complicato del montaggio dei mobili dell’Ikea“; una ulteriore caduta di stile da parte di Israele che, se da un lato accusa i palestinesi di voler solo fomentare l’estremismo, dall’altra insiste con le politiche di colonizzazione nei territori palestinesi.

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