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martedì , 24 gennaio 2017
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Israele e i valori dello sport

Israele e i valori dello sport

Sono passati un bel po’ di giorni dalla conclusione dell’ennesima edizione degli Europei di calcio Under 21 organizzati in Israele ma il sipario sembra non calare sui continui orrori degli israeliani sul popolo palestinese.

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Ultima (triste) vicenda ci giunge da Betlemme: secondo quanto riportato da un portavoce di Fatah, questa mattina (primo luglio) il sindaco del villaggio palestinese di Huwwara, vicino Nablus, è stato arrestato dall’esercito israeliano. Nasser Jihad Mufdi, 45 anni, è stato portato via dopo una perquisizione della sua casa. Secondo un portavoce dell’IDF, nella casa del sindaco sarebbero stati trovati un fucile e delle munizioni.

Ultima “news” di tanti avvicendamenti scoraggianti e avviliti che vedono prevalere la supremazia insensata di Israele sui palestinesi, tra il silenzio assordante dell’Europa (Premio Nobel per la Pace 2012, per il ruolo avuto nella trasformazione “di un continente in guerra in un continente in pace”) e del resto del mondo. Al consenso concesso col silenzio da queste istituzioni si uniscono quelle sportive, come la Uefa, che ha permesso al Paese di Shimon Peres l’organizzazione della 19° edizione del torneo calcistico, incrementando così la considerazione di Israele, da parte del 99% dei cittadini, come un Paese “normale”.

E invece non lo è. La pratica dello sport viene negata ai Palestinesi proprio da Israele con la sua occupazione, come del resto, della concessione – concessione? Non dovrebbe essere una concessione – dei diritti fondamentali dell’uomo, tra il menefreghismo e l’assurda indifferenza della gente. Gli organizzatori hanno rinnovato così la vergogna dei Mondiali giocati nel 1978 nell’Argentina insanguinata dei generali fascisti e stragisti.

Nel testo, rilanciato nei giorni scorsi dai promotori della campagna “Cartellino rosso all’aprtheid israeliana”, l’Uefa viene accusata di “premiare il comportamento crudele e fuori legge di Israele conferendole l’onore di ospitare il campionato europeo Under 21″:

Venerdì, 24 maggio, delegati delle leghe calcio europee si sono riuniti in un albergo di Londra per il Congresso Annuale della Uefa. In tale sede hanno convenuto nuove, severe linee guida per affrontare il razzismo, il che suggerisce una determinazione encomiabile per combattere la discriminazione in questo sport.

Per questo troviamo sconvolgente che questa stessa organizzazione dimostri una totale insensibilità nei confronti della palese e radicata discriminazione inflitta a donne e uomini sportivi palestinesi da parte di Israele.

Nonostante gli appelli diretti da parte di rappresentanti di questo sport in Palestina e di organizzazioni antirazziste e per i diritti umani in tutta Europa, l’Uefa premia il comportamento crudele e fuori legge di Israele conferendole l’onore di ospitare il campionato europeo Under 21 . L’Uefa non dovrebbe permettere a Israele di utilizzare un prestigioso evento del calcio per mascherare la negazione razzista dei diritti dei palestinesi e l’occupazione illegale di terra palestinese.

(sapete cosa diceva) De Coubertin (?) diceva che lo spirito olimpico si manifesta nella partecipazione, al di là della vittoria o della sconfitta: se a qualcuno viene impedito di partecipare, lo sport è morto.

Mattia Chetta

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