Israele. E' la vittoria della "linea dura" di NetanyahuTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Israele. E’ la vittoria della “linea dura” di Netanyahu

Israele. E’ la vittoria della “linea dura” di Netanyahu

Alla fine, a sorpresa, in Israele ha vinto la destra muscolare di “Bibi” Netanyahu. Si tratta della vittoria del suo partito, il Likud, che ha ottenuto 30 seggi, mentre il centrosinistra di Herzog va incontro a una cocente sconfitta ottenendo solo 24 seggi finali. Addio svolte dunque, almeno nell’immediato, e soprattutto si addensano nere nubi sul futuro del rapporto con i palestinesi.

“Bibi” Netanyahu sarà molto felice per la vittoria conseguita soprattutto perchè quantomai inattesa. In molti infatti questa volta ritenevano assai difficile per la destra israeliana riuscire a vincere le elezioni, e tanti analisti ritenevano che potesse essere la volta buona per il centrosinistra di Isaac Herzog e Tzipi Livni. E invece gli israeliani hanno scelto ancora una volta Netanyahu, dimostrando così ancora una volta di desiderare un “uomo forte” che promette loro il pugno duro nei confronti di tutti quelli considerati i “nemici storici” di Israele, dai palestinesi fino all’Iran. Proprio Netanyahu del resto nel bel mezzo della campagna elettorale lo aveva promesso: “Con me mai nessuno Stato palestinese“, una promessa netta, chiara, che ha parlato alla pancia degli israeliani, giocando sulle loro paure. Esulta così il Likud, il suo partito, che avendo ottenuto 30 seggi contro i 24 del centrosinistra potrà ambire alla formazione di un governo di destra forte dei numeri nella Knesset (Parlamento israeliano). Viceversa per Herzog e Livni si tratta di una sconfitta cocente, difficile da digerire, e i due non hanno avuto altra scelta che riconoscere la vittoria di Netanyahu promettendo di combatterlo in Parlamento. E dire che fino a tarda notte in Israele c’era una forte incertezza in quanto il Likud e il centrosinistra sembravano avere lo stesso numero di voti, invece questa mattina la destra ha messo lo sprint laureandosi vincente e sancendo la vittoria indiscussa di Netanyahu, nuovo uomo forte di Israele, che si appresta quindi a lasciare il segno nella storia del Paese. “Bibi” rimarrà al governo con una coalizione di partiti di destra radicale e religiosi, di certo non un buon viatico per la pacificazione del Medio Oriente dal momento che i modi di Netanyahu in politica estera hanno finito per isolare come mai prima Israele, portando persino a degli attriti con gli alleati di sempre alla Casa Bianca. La terza forza politica israeliana comunque è la Lista Unita dei partiti arabi che ottiene 14 seggi, un risultato tutto sommato positivo, mentre al quarto posto si è affermato il laico “Yesh Atid” di Yair Lapid con 11 seggi. Ora tutti gli occhi sono nuovamente puntati su Netanyahu che nei prossimi giorni formerà il suo nuovo governo di chiara matrice di destra, non dunque un governo di unità nazionale come in un primo momento si era auspicato il presidente Reuven Rivlin. Insomma il Likud si sente abbastanza forte da andare avanti sulla sua strada e da non concedere nulla ai suoi avversari che oggi appaiono vinti e sconfitti, e soprattutto incapaci di opporre alla narrazione aggressiva e muscolare della destra delle soluzioni in grado di rassicurare i cittadini israeliani sul tema della “sicurezza”. Inoltre la vittoria di “Bibi” porterà inevitabilmente a nuove tensioni in politica estera, vuoi per i rapporti con i palestinesi, vuoi per i rapporti con l’Iran, e sicuramente alla Casa Bianca, dove stanno per trovare uno storico accordo con Teheran sul nucleare, non avranno preso molto bene la vittoria del Likud. Per non parlare del futuro degli insediamenti, che con la destra radicale al potere non solo non verranno fermati, ma rischiano anzi di venire supportati con il rischio di aumentare le tensioni in tutta l’area mediorientale.

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