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martedì , 28 marzo 2017
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Israele nella bufera: donne etiopi rese sterili

Prima era solamente una voce, poi, lentamente, sempre più fonti hanno confermato la loro fondatezza. Israele avrebbe reso sterili diverse donne etiopi di religione ebraica con un anticontraccettivo di lunga durata: il Depo-Provera.

ISRAEL-IMMIGRATION-AFRICA-SSUDAN-ARREST

Erano anni che la notizia circolava sotto forma di voce non confermata nell’opinione pubblica israeliana e non. Lentamente però stanno arrivando le conferme,come peraltro anticipato già nel dicembre scorso in un programma di approfondimento della televisione israeliana IETV  (Israel Educational Television).La notizia è stata confermata anche da un membro del governo israeliano, che ha preferito rimanere anonimo, ed è stata riportata in Italia da Agoravox. Secondo tali fonti diverse donne etiopi di religione ebraica sarebbero state accolte nello Stato di Israele secondo la cosiddetta legge del ritorno, varata nel 1950, e poi rese sterile grazie a un anticontraccettivo di lunga durata: il Depo-Provera. Lo ha riportato anche un blog francese, Mediapart, che ha citato l’inchiesta del quotidiano israeliano Haaretz, secondo cui oltre quaranta donne ebree-etiopi avrebbero raccontato ai giornalisti di “Vacuum” come, mentre attendevano il trasferimento dai campi di transito locati in Etiopia, sarebbero state avvicinate da assistenti sanitari israeliani. Costoro le avrebbero riunite in quelli che sono stati definiti dai media israeliani “Family Planning workshops”, dove sarebbero state costrette a iniettarsi il contraccettivo.

“Ci dissero ‘se non lo fate non potrete andare in Israele e non sarete neppure ammesse nel Joint (L’American Jewish Joint Distribution Committee, un programma internazionale di asssistenza sociale al popolo ebraico, Ndr), non avrete assistenza sanitaria’. Avevamo paura… Non avevamo scelta. Senza di loro e senza il loro aiuto non avremmo potuto lasciare il campo. Quindi accettammo l’iniezione. Solo la loro autorizzazione ci avrebbe permesso di partire”: questa la drammatica testimonianza di una delle donne riportata da Agoravox. Il contraccettivo in questione sarebbe un contraccettivo orale a lunga durata, noto in Italia come Provera, e in alcuni Paesi viene utilizzato persino per effettuare la castrazione chimica degli stupratori. Stranamente il tasso di natalità nella comunità etiope in Israele si è ridotto complessivamente del 20% negli ultimi dieci anni,e  in molti a questo punto credono che non possa più essere un caso. Come se non bastasse questo contraccettivo sarebbe anche potenzialmente dannoso, in quanto potrebbe causare trombi ed embolie, quindi si tratta di un fatto gravissimo, di cui il governo israeliano dovrà in qualche modo rendere conto. Inoltre i media israeliani, come il The National, hanno ricordato che negli ultimi anni la comunità etiope che vive in Israele ha subito diversi casi di razzismo: “Nel 2006 si è finalmente ammesso che, per anni e anni, tutte le loro [degli etiopi, Ndr] donazioni di sangue sono state rifiutate per paura che potessero essere contaminate da chissà quali malattie. Esistono anche denunce continue di ragazzi etiopi respinti da questa o quell’altra scuola, oppure obbligati a frequentare classi separate. A novembre, un’indagine condotta sulle professioni più comuni ha mostrato come il 53% dei datori di lavoro preferisca non assumere gli etiopi”.  Si tratta di oltre 120.ooo cittadini, ebrei di colore che però sono considerati dagli ortodossi un pò meno ebrei degli altri. Si tratta di una vicenda gravissima che, se dovesse essere confermata, renderebbe il governo di Tel Aviv un governo criminale, intollerante, e privo di qualsivoglia umanità.
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