Israele. Netanyahu contro tutti: "ok" alla costruzione di 3000 nuove unità abitative | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Israele. Netanyahu contro tutti: “ok” alla costruzione di 3000 nuove unità abitative

Nonostante la contrarietà di Usa e Ue, Israele ha dato il via libera all costruzione di nuovi insediamenti per coloni e il congelamento del trasferimento delle tasse dovute ai palestinesi (460 milioni di dollari).

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Israele dopo il riconoscimento della Palestina come stato osservatore presso le Nazioni Unite è sicuramente più isolato. Il suo ultimo grande alleato sono gli Stati Uniti, anche se possono contare sull’appoggio neutrale anche di paesi come Canada  e Germania, tuttavia dopo le ultime uscite di Netanyahu e soci, Israele sembra ora sempre più isolato. Tel Aviv ha infatti annunciato il via libera alla costruzione di nuovi insediamenti per coloni, oltre 3000, e soprattutto il congelamento del trasferimento delle tasse dovute ai palestinesi, oltre 460 milioni di dollari. I nuovi insediamenti verranno edificati tra Gerusalemme Est e la Cisgiordania, e nonostante la reazione  negativa dell’Europa e degli usa, Israele ha persino annunciato una accelerazione dei piani per la costruzione di un blocco di insediamenti formato da 1.600 case nel sobborgo di Ramat Shlomo a Gerusalemme Est. Si tratterebbe di un blocco di insediamenti approvato nel 2010 durante la visita del vicepresidente americano Joe Biden, duramente criticato dagli Usa e poi congelato. “Nelle prossime due settimane il Comitato del distretto di pianificazione e costruzione discutera’ il programma“, ha spiegato il portavoce. L’Europa però questa volta ha deciso di reagire compatta ai soprusi di Israele; per questo motivo Francia e Gran Bretagna hanno convocato per protesta gli ambasciatori israeliani a Parigi e a Londra. Israele infatti annunciando di voler ampliare le colonie in modo da unire quelle di Gerusalemme Est con quelle di Maale Adumin, ha dimostrato di non dare alcuna importanza agli impegni presi con l’Ue, che aveva esplicitamente chiesto proprio di non fare tutto ciò. Anche la Casa Bianca ha chiesto al governo israeliano di ripensarci, facendo quindi capire la gravità delle misure decise da Tel Aviv: “Sollecitiamo Israele a riconsiderare questa decisione unilaterale e a dimostrare moderazione perche’ queste azioni sono controproducenti e rendono piu’ difficile riprendere i negoziati diretti“, con i palestinesi, ha dichiarato il portavoce Jay Carney. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, che ha citato diverse fonti europee, questo fatto molto grave potrebbe persino spingere i due Paesi a “passi enza precedenti”, ovvero non più una semplice condanna, ma una reazione diretta contro Israele Anche la Svezia e la Danimarca si sono unite alla protesta convocando l’ambasciatore israeliano a Stoccolma, persino la Germania ha preso posizione, sostenendo che Israele starebbe minando la fiducia internazionale.

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