Israele. Nuove minacce a DamascoTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Israele. Nuove minacce a Damasco, gelo tra Mosca e Tel Aviv

Nello stesso giorno in cui l’Ue ha sospeso l’embargo sulle forniture di armi ai ribelli, e in cui Mosca ha annunciato la consegna di missili S-300 a Damasco, Israele ha minacciato la Siria di conseguenze nel caso questa consegna dovesse effettivamente avere luogo.

Israele è stato fin troppo chiaro: nel caso  la Russia consegnerà i missili S-300 a Damasco, Tel Aviv “saprà cosa fare”. Probabilmente le stesse cose che ha fatto negli scorsi mesi, quando ha bombardato in barba a qualsiasi norma internazionale il territorio siriano, con la scusa di colpire armi destinate a Hezbollah. C’è di più, Israele ha minacciato la Siria proprio lo stesso giorno in cui l’Ue ha sospeso l’embargo sulle forniture di armi ai ribelli, fatto questo che ha spinto Mosca a ribadire l’intenzione di spedire ad Assad i missili S-300. Secondo Israele però la Siria non ha diritto ad acquisire armi mentre i ribelli ricevono aiuti e attrezzature belliche, e questo lo ha ribadito anche il ministro israeliano della difesa Moshé Yaalon, che ha aggiunto: “La consegna non ha ancora avuto luogo e spero che non accadrà mai. Ma se, disgraziatamente, i missili S-300 arriveranno in Siria, sapremo cosa fare“. La cosa a dir poco incredibile è che i missili S-300 sono missili antiaereo, e quindi missili prettamente difensivi. Israele può quindi apertamente permettersi di minacciare uno stato sovrano di munirsi di armi di difesa, senza che nessuno nella comunità internazionale osi dire una parola in contrario. Mosca però ha deciso di andare fino in fondo e ha sostenuto che la consegna a Damasco dei sofisticati missili anti-aereo S-300 è “un fattore stabilizzante” per fare da deterrente a un intervento straniero nel conflitto siriano:  ”Consideriamo queste forniture un fattore stabilizzante e riteniamo che questi passi dissuaderanno qualche testa calda dal considerare scenari che potrebbero trasformare (la crisi) in un conflitto internazionale con il coinvolgimento di forze straniere“, ha detto il ministro degli Esteri, Sergei Ryabkov. Come se non bastasse Damasco ha già pagato i missili anni fa, e quindi la Russia dovrà solo adempiere a un contratto già siglato. Nessuno però sa se la Russia abbia già consegnato o meno i missili all’esercito siriano. La Russia ha anche considerato come illegittima la decisione della Ue di togliere l’embargo sulle armi: È una decisione illegittima in via di principio, discutere sul serio a livello ufficiale di fornitura o non fornitura delle armi a soggetti non statali contraddice tutte le norme del diritto internazionale“, ha dichiarato da Parigi il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dall’agenzia Itar-Tass. E con l’esercito siriano pronto a lanciare l’offensiva finale su Aleppo, ecco che in molti iniziano ad avanzare il sospetto che sia proprio per questo che l’Occidente ha fretta di intervenire.

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