Israele. Polizia irrompe nella moschea di Al-Aqsa di GerusalemmeTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Israele. Polizia irrompe nella moschea di Al-Aqsa di Gerusalemme

La moschea di Al-Aqsa di Gerusalemme è considerata il terzo luogo santo dell’Islam. Per questo ha fatto scalpore l’irruzione della polizia israeliana all’interno della moschea, ancor più che sono subito scoppiati scontri con i palestinesi che si trovavano in preghiera. Un episodio increscioso che rischia di invelenire ulteriormente gli animi, giustificato da Tel Aviv per evitare una presunta rivolta. 

Al-Aqsa non è un luogo come un altro bensì il terzo luogo più sacro per l’Islam. Di conseguenza ben si comprende come mai abbia destato così scalpore l’irruzione della polizia israeliana all’interno della moschea di Gerusalemme. In teoria la polizia ha detto di aver fatto irruzione per sgomberare dei palestinesi sospettati di aver ammassato petardi e molotov in vista di una rivolta, ma di fronte alle immagini dei lacrimogeni lanciati dentro Al-Aqsa il mondo islamico si è indignato per quella che viene considerata una vera e propria profanazione. Un comunicato della polizia israeliana spiegava che alcuni ribelli palestinesi avrebbero lanciato sassi contro la polizia. Sulla base delle prime ricostruzioni sembra che i disordini siano iniziati nel momento in cui alcuni palestinesi avrebbero cercato di impedire l’accesso alla spianata delle moschee ad un gruppo di religiosi israeliani. Dopo l’intervento della polizia, i palestinesi sarebbero fuggiti lanciando sassi contro gli agenti per poi ripararsi all’interno della moschea. Sui social network è subito scattata l’indignazione dei musulmani, e la sensazione è che questo episodio possa invelenire ulteriormente la situazione.

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