Israele. Professore critica l'esercito e rischia il postoTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Israele. Professore critica l’esercito e rischia il posto

In Israele un insegnante di scuola superiore, Adam Verete, rischia di perdere il posto di lavoro per un commento fatto in classe sulle brutalità commesse dall’esercito israeliano. 

Adam Verete è un professore liceale israeliano e lavora in Israele da sempre. Un giorno però ha pensato bene di fare un commento poco felice sulle violenze commesse quotidianamente dall’esercito israeliano ai danni dei palestinesi, e ha rischiato seriamente di perdere il lavoro. Il ministro dell’Istruzione israeliano, Shay Piron, alla fine ha deciso di non licenziare il docente  perché “può aver detto alcune cose non appropriate, ma anche suscitato una legittima discussione in classe”. Tutto rientrato quindi? Non proprio, per almeno due settimane la vicenda del professore è stata al centro di una vera e propria campagna di criminalizzazione, al punto che in alcuni momenti sembrava davvero poter perdere il suo posto di lavoro per via delle sue opinioni. Il ministro Piron ha definito come “mine culturali” quei temi sui quali non si può parlare liberamente. Ecco cosa ha detto Piron al famoso quotidiano israeliano Haaretz: “Ci sono alcune aree in cui dobbiamo essere doppiamente attenti, quando trattiamo certi argomenti che possono diventare esplosivi. Occorre un atteggiamento rispettoso della religioni, degli individui e delle comunità, non si può negare l’Olocausto e mettere in discussione la legittimità del IDF come esercito del popolo, che difende la nostra esistenza, così come il diritto di Israele ad esistere”.

Tutto era cominciato quando una studentessa di Verete aveva inviato una lettera al ministro Piron denunciando le tendenze di “estrema sinistra” del suo professore. La studentessa in sostanza aveva detto che il suo professore avrebbe definito l’esercito israeliano alla stregua di una forza che utilizza violenza e brutalità, e che addirittura, nel contraddirla, l’aveva accusata di  voler uccidere tutti gli arabi”. Insomma sembra quasi una notizia di poco conto, non fosse che la vicenda è letteralmente esplosa e Verete è diventato un simbolo utilizzato dalla stampa per definire il topos dell’ “antipatriottico”. Ben presto la lettera della studentessa ha cominciato  a girare sui social network e sui siti sionisti, subito pronti a lanciare una autentica crociata contro la sinistra israeliana. Non solo, la vicenda è arrivata persino al comitato per l’istruzione della Knesset, il Parlamento israleiano, e in quel contesto è stato proposto il licenziamento del professore.  Verete comunque non ha cambiato idea, come ha detto chiaramente ad Haaretz: La dichiarazione di Piron secondo cui la moralità della IDF non deve essere messa in discussione è problematica. Perché distoglie completamente la nostra attenzione da una valutazione delle azioni dell’esercito israeliano. E come il libro di Orwell. Il Ministero dell’Istruzione ora dichiara che l’IDF è un esercito morale“.

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