Israele. Proteste di massa contro l'ingiustizia sociale. Un uomo si da fuoco a Tel Aviv | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Israele. Proteste di massa contro l’ingiustizia sociale. Un uomo si da fuoco a Tel Aviv

Anche Israele nelle scorse ore è stato attraversato da importanti moti di protesta contro l’ingiustizia sociale. Marce di migliaia di manifestanti si sono svolte a Haifa, Gerusalemme e Tel Aviv, dove un uomo si è dato fuoco ed è stato immediatamente trasportato in ospedale. 

Tel Aviv 14 Luglio 2012. (Reuters / Ben Kelmer)

Anche in Israele monta la protesta sociale contro una situazione economica che sta diventando pesante e drammatica anche nel ricco paese ebraico.  Ieri migliaia di persone sono scese in piazza in tutto il Paese per protestare contro la montante ingiustizia sociale, e lo hanno fatto riempiendo le strade di Gerusalemme, Haifa e Tel Aviv, dove si è sfiorata la tragedia quando un uomo si è dato fuoco per protesta.  A Tel Aviv si sono svolte due manifestazioni separate, una delle quali organizzata dall’attivista sociale Dafni Leef che è culminata in una grande esibizione d forza di fronte alla sede del governo, sulla Kaplan Street. All’ improvviso un uomo di 52 anni si è cosparso il corpo di benzina e si è dato fuoco davanti a tutti. Fortunatamente il resto dei manifestanti ha mantenuto la calma e ha spento le fiamme prima dell’arrivo delle ambulanze che hanno subito trasportato l’uomo all’ Ichilov Hospital. L’uomo è stato fotografato a mangiare un ghiacciolo prima di essere prelevato dai paramedici, ma il personale medico ha descritto come gravi le sue condizioni di salute. Poco prima di darsi fuoco però, l’uomo aveva lasciato una lettera dal contenuto interessante ed esemplificativo: “Lo Stato di Israele  mi ha derubato. Mi ha lasciato indifeso”, ha riportato il quotidiano israeliano Haaretz.  Ma il manifestante aveva il dente avvelenato anche con ”Lo Stato di Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro delle Finanze, Yuval Steinitz, per l’umiliazione che fanno provare ai cittadini più deboli ogni giorno, togliendo ai poveri per dare ai ricchi”. A Tel Aviv comunque i manifestanti chiedevano a gran voce anche una maggiore giustizia sociale e trasporti migliori e più economici, e hanno anche scandito slogan a favore della comunità LGBT e dei migranti africani, duramente attaccati dagli israeliani ortodossi negli scorsi mesi.“Vogliamo una società più giusta”: ha spiegato l’attivista Leef, “Quando la gente scende in piazza capisce di avere potere e di avere ragione”. Nello stesso momento, ad Haifa, andava in scena una marcia dove 500 ebrei e arabi sfilavano assieme per chiedere al governo israeliano maggiore giustizia sociale e meno spese militari al grido di “Soldi per i quartieri, non per gli insediamenti“. Le proteste sono andate in scena per commemorare l’inizio delle manifestazioni di un anno fa, quando sull’onda degli indignados anche in Israele migliaia di giovani avevano occupato le piazze. Esattamente un anno fa infatti, proprio Dafni Leed e altri nove attivisti si erano accampati a Tel Aviv, nell’esclusivo Rotschild Boulevard, subito imitati da altre migliaia di giovani che chiedevano il  ripristino dello stato sociale. Il culmine del movimento venne raggiunto a settembre, quando quasi 500.000 persone erano scese in piazza in una sola notte, facendo traballare il governo Netanyahu, che ha promesso di venire incontro ad alcune richieste della piazza. A giugno Leef ed altri attivisti cercarono di ricreare l’accampamento di Rothschild Boulevard, ma scatenarono la violenta reazione della polizia.

 

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